L'hairstyling per Ben Cooke? Un carrè e tre bigodini

24 novembre 2009 
<p>L'hairstyling per Ben Cooke? Un carrè e tre bigodini</p>
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L'hair stylist delle star, ora beauty guru per il marchio di prodotti per capelli Herbal Essences, racconta le sue passioni per i tagli bob, per Shakira e Leona Lewis e per l'essenzialità del beauty case. Ma svela anche la (dis)avventura con Van Damne.

Quali sono le tendenze più cool?
I colori scintillanti, forti. Come il super biondo platino, il rosso ramato, il nero corvino. Quando si è giovani il contrasto con la pelle è ben sopportato. In più, si può cambiare velocemente passando da una nuance ad un'altra. Se si ha un taglio corto e gli si aggiunge un colore shock meglio! Perché lo si rende più evidente.

Ma cosa consiglia a una donna che ha superato i trenta?
Moderazione. La pelle di una donna non è uguale a quella di una ragazza, e deve armonizzarsi con il colore dei capelli. Direi anche di evitare capelli troppo lunghi e di puntare invece su scalature che incorniciano il volto.

Cosa ci dobbiamo aspettare nella prossima stagione?
Più volume, più tagli folli, destrutturati, e un mood rock'n'roll che esalta le teste scolpite.

Influisce la consistenza del capello nella scelta di un hairstyling?
Sì, certo. Se sono sottili il taglio dev'essere perfetto, creato con attenzione. Un taglio classico regala migliori performance. Se invece la consistenza è più grossa posso anche tagliare di più e divertirmi con le scalature.

Sono tante le italiane che si tingono di biondo: cosa ne pensa?
Fanno bene. Il colore aiuta a sostenere e migliorare la texture del capello stesso. E' più facile da lavorare.

Come convince le star a cambiare look?
Le parole vanno scelte minuziosamente, con attenzione maniacale. Si deve trasmettere positività, e non fretta. Si cerca di farlo per un motivo giusto. Se non accetta, intanto ha già seminato qualcosa.

Cosa non fare mai?
Mantenere lo stesso taglio tutta la vita. Che noia!

Il suo taglio preferito?
Il bob: ce n'è uno per tutti. Poco scalato e voluminoso. Ormai è un classico. Si gioca poi con la lunghezza e quando si torna dal parrucchiere è sufficiente "un'aggiustatina". Altro punto a favore: quando lo si fa, lo si tiene per un po'.

Quale sarà  l'erede del bob di adesso, quello corto sulla nuca e più lungo davanti?
Rinnovarlo è semplice: basta una frangia o nel momento in cui cresce un brushing generoso per dare più volume.

Come faccio a creare volume?
Se si hanno solo dieci minuti, usare  phon e spazzola tonda sui capelli pulitissimi. Altrimenti bastano tre maxi bigodini caldi. Attenzione: avvolgere bene le punte, fermarli e aspettare mezz'ora che si raffreddino.

La star con cui ha lavorato e di cui è più orgoglioso?
Leona Lewis: ha una testa fantastica! Ho lavorato su di lei per la copertina del suo primo cd e l'intesa è stata forte sin dal primo impatto. A volte i lavori migliori vengono dopo che ci si conosce da tempo. Con lei è stato diverso. Probabilmente perché ha dei capelli bellissimi. Ah, è un duro lavoro il mio (ride).

Chi ti ha fatto lavorare di più?
Paradossalmente un uomo. Le donne si fidano di me! E' stato Jean Claude Van Damme. Incontentabile. Voleva dei ciuffi phonati indietro, un look antico. Non gli andava bene nulla. Così, l'ho lasciato lì e me ne sono andato.

La crisi ha avuto risvolti sul suo lavoro?
Direi di no, anzi. Le donne vogliono sollevarsi il morale dal parrucchiere. Piuttosto chiedono tagli che durino di più.

Come vede il futuro dell'hairstyling?
Innanzitutto spero che la gente abbia ancora i capelli! (sorride). Sono così tanti i prodotti, le novità, spero non si esageri. Magari invece si torna all'essenziale, all'origine.

L'ultima star con cui ha recentemente lavorato?
Shakira: energia pura, è una tipa giusta. E' anche una perfezionista: l'acconciatura dev'essere perfetta perché durante i suoi spettacoli niente deve andare fuori posto. E' molto esigente. Ma questo mi mette alla prova. Aveva richieste precise e se io sono riuscito ad accontentarla, professionalmente è una soddisfazione.

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