L'hairstylist (italiano) di Jessica e Lindsay

22 dicembre 2009 
<p>L'hairstylist (italiano) di Jessica e Lindsay</p>

Tutte lo vogliono, tutte lo cercano: è l'hair stylist italiano più richiesto a Hollywood. Si chiama Alessandro Lisi e solo per noi di Style.it ha concesso un'intervista esclusiva. Perchè la sua più grande e apprezzata qualità (solitamente) è la discrezione.

Perchè l'hair styling?
Perchè ce l'ho nel sangue. Fin da piccolo i capelli erano la mia "materia" preferita.

Quando ti sei avvicinato al mondo dello spettacolo?
Verso i 17 anni ho iniziato a farmi strada dietro le telecamere di Mediaset pettinando le star degli anni Novanta: da Eva Grimaldi a Brigitte Nilsen.

Il mondo della moda invece?
L'ho conosciuto poco dopo, lavorando nel team di Aldo Coppola e assistendo hair stylist del calibro di Didier Malige e Eugene Soulemain. Nello stesso periodo sono entrato nella batteria dell'agenzia Victorias e ho viaggiato per 7 anni in giro per il mondo seguendo ogni tipo di servizio fotografico. Tuttora l'agenzia mi rappresenta quando curo le celebrities.

Qualche nome?
Liz Hurley, Jessica Alba, Rania di Giordania, Lindsay Lohan, Richard Gere, Ricky Martin, Eros Ramazzotti, le All Saints, la fidanzata di Husher, e molti altri.

Chi ti ha fatto penare di più?
Devo ammettere che le clienti abituali del mio salone mi fanno penare più di qualsiasi star (ride). Ma se proprio dovessi fare die nomi, direi Priscilla Presley e Martina Stella.

Torniamo al mondo della moda, so che fra le tue clienti c'è anche la Direttrice di Vogue America.
Ho iniziato a lavorare con Anna Wintour per caso, sostituendo una mia collega. Ormai sono sei anni che la seguo quando è in Italia per sfilate o per eventi.

Quali sono i suoi capricci?
Non vuole avere troppe persone intorno: farsi fare i capelli è un momento di relax. (Come per tutte le donne, del resto). In più, pretende il meglio da tutti. Detta immagine al mondo intero, ed è ovvio che sia molto esigente. L'unica difficoltà sono i tempi ristretti: è una donna piena di impegni ma non si lascia sfuggire nulla, e il suo caschetto deve essere perfetto.

La discrezione è anche la filosofia del tuo salone Area #6?
Amo l'anonimato, l'understatement. In Italia è tutto così sfacciatamente lussuoso. Penso che quello che conta alla fine è il risultato. L'idea del salone è nata con i miei viaggi: ho preso ispirazione dal nord Europa, dai paesi fiamminghi e da Anversa.

Che prodotti consigli alle tue clienti?

In salone usiamo Rene Furterer, ma per il futuro ci sono grandi novità. L'obiettivo è il marchio (sempre francese) Leanor Greyl: è specifico nei ristrutturanti e cura ogni tipo di capello con componenti naturali eliminando completamente i solfati.

Come costi?
I prezzi sono fissi per tutti i paesi del mondo, uno shampoo da 200 ml è intorno ai 22 euro.

Che prodotto consigli?
La Masque Quintessence (89 euro per 100 ml), una maschera che con l'olio di cupuaçu e di manketti rivitalizza e ripara anche i capelli più danneggiati, donando una lucentezza inimmaginabile.

Quando curi i capelli famosi usi i tuoi prodotti?
Assolutamente si: Anna Wintour ha definito Rene Furterer "the best". La sera prima che lei arrivi le faccio trovare i prodotti al Four Season. Ora vedremo cosa dirà di Leanor Greyl.

L'ultima star che hai pettinato?
Helena Christensen, testimonial per Tommy Hilfiger.

Qual è il tuo taglio preferito?
Tutto quello che è carré, che sia destrutturato o strutturato penso che una donna almeno una volta nella sua vita debba portarlo. E poi i capelli lunghi.

Come facciamo a far crescere i capelli più in fretta?
Devono essere curati. Nei cambi di stagione consiglio dei trattanti anti-caduta, mentre durante l'estate i solari.

Progetti per l'anno nuovo?
Oltre la nuova gamma di prodotti, il salone potrebbe diventare qualcosa di più grande.

Per andare a trovare Alessandro: Salone Area #6, Corso Concordia 6, Milano

(tel 0236566257).

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).