Paris, je t'aime

09 marzo 2010 
<p>Paris, je t'aime</p>

Awww…Parigi!
La patria dell'eleganza e dell'impertinenza. I trends di trucco di questa stagione sembrano eseguiti da pittori moderni piuttosto che da truccatori. Più che in un backstage, sembra di fare un giro tra le opere del Musée d'Orsay e del Louvre, passando per l'eccentricità pop art e i colori fluorescenti.

Assolutamente da vedere sono gli shows di Balmain, AF Vandervost, Sonia Rykiel e Viktor&Rolf tanto per capire come si possono portare le ombreggiature naturali anni 80, nell'era digitale.

Il mio adorato Gareth Pugh, fa coppia fissa ormai nei suoi shows con una delle sue migliori amiche: Alex Box, truccatrice-artista-genio che prepara i look per i suoi shows da anni. Questa volta Gareth ha voluto capelli con sfumature effetto aerografo in nero che proseguivano sulla fronte delle modelle e ciglia lunghissime e foltissime applicate al contrario sulle palpebre con un riempimento di eye liner nero così che le ciglia non finissero con l'avere l'effetto di chiudere l'occhio delle modelle. J'adore.

Da Chapurin una mascherina grafica di turchese metallico ha richiamato Blade runner mentre Gaspard Yurkievich ha visto colori pop art giocare sugli occhi delle modelle nei toni macchiati di arancio-giallo-mostarda mischiati al blu scuro/nero e a punte di oro sporco.

Manish Arora, caro amico folle nel senso migliore del termine, invece, è stato fedele alla linea con colori super accesi sugli occhi: dal verde acido all'arancio-Andy-Warhol con sopracciglia rosa fucsia o azzurro pop disegnate in forma anni '90 delle supermodels (à la Linda, insomma…). Come i vecchi evidenziatori Stabilo Boss: li compravo una volta al mese, tanto per cambiare colore. Ho lavorato con Manish diverse volte in India - dove gioca in casa - e vi assicuro che la parola d'ordine con lui era sempre "More! More! More!". Vi ammetto che verso la fine di una delle sue sfilate a nuova Delhi mi sono emozionata davvero. Lacrimuccia, insomma. Quando Manish sfila in India la folla esulta.

Ann Demeulemeester e Dries Van Noten hanno optato per le sopracciglia strong, legandosi all'immagine della donna forte con la quale non si scherza. Mai! Molto francese come concetto.

Rick Owens ha creato un eye liner nerissimo che si vedrebbe a un chilometro di distanza, grafico fino all'estremo. Da non perdere il glamour moderno di Dior con i suoi toni metallici e le Frida Kahlo in versione principessa indiana di John Galliano.

Concludo con il mio amore assoluto per Vivienne Westwood (scusate devo fare un inchino ogni volta che la nomino, anche se non lo vedete) che si è data all'estrema stilizzazione del viso. Ve lo spiego meglio: labbra rosa fucsia e arancio ingrandite da una linea nera spezzata che finiva con un ricciolino sul mento, occhi che sembravano la versione contrastata dei quadri di Tamara De Lempicka, baffetti da latin lover disegnati in nero omaggio a Salvador Dalì, sopracciglia che sembravano rami dei film di Tim Burton o visi impalliditi senza alcun segno di trucco.
Ho lavorato anche con lei (Vivienne Westwood) e una volta nel backstage ha preso la mia palettina di rossetti e si è messa a disegnare baffi col ricciolino e labbra piene di gloss prugna sporcate fino al mento, come se le modelle si fossero baciate a lungo… Mi ha ridato la palettina, ha ringraziato, detto che si era divertita e non ho potuto fare a meno di notare la sua spilletta sulla spalla che diceva "I am expensive".

Sono due per me i geni assoluti della moda moderna. Uno ci ha lasciato da poco, Alexander McQueen. L'altra è lei, la signora dai capelli arancio fluorescente che sa SEMPRE cosa vuole e come sovvertire le regole. Da vera iniziatrice del Punk. È stato amore a prima vista.


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