Non mi piace far vedere troppo i tattoo che he ho sul braccio.
Ogni volta nei backstage è una lotta con i fotografi che vogliono
il close up del tattoo più fitto col pennello in mano.. e siccome è
personalissimo glielo lascio fotografare solo di sbieco ;)
Faccio la preziosa insomma (hehe), ma per buone ragioni: è un
tributo alla vita e al vivere costantemente tutto il vivibile, dice
cose come «Ti importa abbastanza da voler che la tua vita sia
'riempita' [...] sempre in contatto con altri esseri viventi in
movimento e che cambiano?». Sarebbe un tributo ad amici che non ci
sono più e quindi come se dovessi vivere al posto loro ecco, ma non
saprei come spiegarlo senza andare sul triste! E' un tatuaggio
"positivo" però, che ricorda la vita e le occasioni che van colte
al volo in modo tale da non aver mai rimpianti.
Invece ne ho uno col titolo della canzone «There is a
light that never goes out» degli Smiths,
che sono probabilmente il mio gruppo preferito di tutti i tempi.
Questa canzone l'ho scelta perché non solo mi provoca reazioni di
felicità senza apparente motivo, ma anche per via del messaggio che
lancia: "C'è una luce che non muore mai". Bellissimo.
Il terzo è invece un disegno del mio migliore amico Cesare, al
quale un giorno ho chiesto di disegnarmi qualcosa che poi mi sarei
tatuata. Una X, un punto, un trattino: quello che voleva lui.
Mi ha detto che era una responsabilità enorme! Ma a me non mi
importava, perché in realtà lui "sotto" la mia pelle c'era già.
Come la canzone degli Smiths.
E' importante che i tatuaggi siano "già" dentro di
noi, prima di renderli permanenti sul nostro corpo. Le
volte che ho visto gente pentirsi di una cosina fatta tanto per
fare non si contano! I miei invece non li vedo neanche più,
tanto sono parte di me! Una volta a Dubai ho fatto una
master class su come coprire i tattoo con il make-up: ho
"cancellato" quello sulla mano (che è il ricordo di un
viaggio a Vienna con la mia migliore amica). Devo averlo
fatto alla perfezione perché non si vedeva proprio più! E
sorpresona: mi sono sentita "nuda" come non mai, non vedevo l'ora
di rimuovere quel trucco. Era come se non vedendo il tatuaggio
fossi ritornata indietro nel tempo, prima che quell'esperienza
accadesse. Mi sono sentita una versione "minore" di me stessa.
Brrr...
Poi ci sono quello sulla schiena, quello sul polso, quello
minuscolo sul palmo della mia mano e un puntino sulla mia spalla
sinistra che rappresenta mia mamma. Ma non è finita. C'è
anche una stella stilizzata che uno dei miei miti usa come
firma. Mi riferisco a Topolino (make-up
artist francese), che amo e rispetto al 100%. Mi sono voluta
"benedire" il braccio destro con la sua firma, sperando che un pò
della sua magia fluisca fino alla mia mano e quindi nei trucchi che
faccio.
L'artefice di questi pezzetti di vita è una tatuatrice di successo
(ma anche una delle mie migliori amiche). Il suo nome d'arte è Viola Von Hell: insieme ne
abbiamo viste di tutti i colori! Per me è importante li esegua lei.
E nessun altro :)
Quando mi chiedono se non ho intenzione di fermarmi, o mi dicono
che sono già "troppi", io sorrido e rispondo: «Magari ad avere il
corpo ricoperto di momenti da ricordare». Il tatuaggio dev'essere
qualcosa di cui non ti pentirai mai.
Tenete gli occhi aperti: uno dei prossimi post raccoglierà i
consigli di Viola sul come ottenere l'effetto desiderato, dove non
farli e SE AVETE DOMANDE E' IL MOMENTO DI APPROFITTARNE!
;)