Show time con David Gant

16 marzo 2010 
<p>Show time con David Gant</p>

Alle 9 di mattina mi sono presentata agli studios di Brewery Road di Londra e tra le mille sacche di attrezzature varie sono apparsi il fotografo Mark Gostick e il suo assistente David.
In lontananza vedo arrivare il mitico David Gant: imponente nella sua statura, elegante come gli uomini di una volta e con il savoir-faire dei "grandi" che "sono grandi e basta", e che non hanno nulla da dimostrare.
Il curriculum di David è lungo quanto il mio avambraccio e lo ricordiamo in ruoli per "Braveheart" e "Jane Eyre" ma non è di questo che vorrei parlare visto che sono dati che potete facilmente trovare online. Vorrei parlare di una giornata con quest'uomo meraviglioso che già per le sue rughe marcate e i capelli d'argento non vedevo l'ora di truccare e vedere in foto.

Ha le rughe sulle guance di chi ha sorriso tutta la vita, e sulla fronte di chi si sorprende come i bambini. Niente segni da uomo invidioso o stressato.
Gli spettino le sopracciglia in alto per accentuare un po' il look alla Einstein. I capelli nel primo look sono lasciati lunghi e pettinati mentre nel secondo David impersonerà un po' il ruolo dello scienziato pazzo. L'hairstyling lo ha seguito il fantastico Teddy Mitchell, che ha contribuito anche all'allegria per tutto il giorno!

La prima cosa che ha fatto David Gant quando è arrivato, prima di sedersi al trucco, è stata mettersi a gironzolare scalzo nello studio vuoto toccando mobili, luci, telecamera «per entrare in contatto con l'ambiente, conoscerlo meglio, sentirmene parte» dice lui. Come in casa propria insomma, quando si sa dove si trova qualsiasi cosa anche se non si accende la luce. «Le cose sono un riflesso di noi stessi». Poi parla con Mark, gli chiede se si può muovere, se deve star fermo, quanta libertà di azione ha. E con un viso così intenso e una carriera come la sua è ovvio che i fotografi lo lascino spesso fare.

David è INCREDIBILE da guardare sotto i riflettori: non ha limiti, non ha paura dell'errore, sa che i migliori scatti vengono anche grazie a lui. Si cimenta in mosse e parla, improvvisa personaggi. Mark scatta a più non posso, lo lascia libero di agire, l'energia nella stanza è tangibile. Siamo tutti innamorati di lui, non riusciamo a staccargli gli occhi di dosso: siamo in uno di quei momenti in cui l'arte è al di sopra di tutto. Ci dice "show time!". David ci regala se stesso per un giorno e noi gli ricambiamo la cortesia. Non mi serve più di fargli domande. Come diceva lui stamattina: «A volte è meglio non sapere. Sparisce il misticismo altrimenti».

Styling di Steph Wilson.

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RISULTATI

grazie!

Tanto di cappello ad una giovane e bella nuova giornalista ! Continua...

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