Alle 9 di mattina mi sono presentata agli studios di
Brewery Road di Londra e tra le mille sacche di
attrezzature varie sono apparsi il fotografo Mark Gostick
e il suo assistente David.
In lontananza vedo arrivare il mitico David Gant: imponente nella sua statura,
elegante come gli uomini di una volta e con il savoir-faire dei
"grandi" che "sono grandi e basta", e che non hanno nulla da
dimostrare.
Il curriculum di David è lungo quanto il mio avambraccio e lo
ricordiamo in ruoli per "Braveheart" e "Jane Eyre" ma non è di
questo che vorrei parlare visto che sono dati che potete facilmente
trovare online. Vorrei parlare di una giornata con quest'uomo
meraviglioso che già per le sue rughe marcate e i capelli
d'argento non vedevo l'ora di truccare e vedere in
foto.
Ha le rughe sulle guance di chi ha sorriso tutta la vita, e sulla
fronte di chi si sorprende come i bambini. Niente segni da uomo
invidioso o stressato.
Gli spettino le sopracciglia in alto per accentuare un po' il look
alla Einstein. I capelli nel primo look sono lasciati lunghi e
pettinati mentre nel secondo David impersonerà un po' il ruolo
dello scienziato pazzo. L'hairstyling lo ha seguito il fantastico
Teddy Mitchell, che ha contribuito anche
all'allegria per tutto il giorno!
La prima cosa che ha fatto David Gant quando è arrivato, prima di
sedersi al trucco, è stata mettersi a gironzolare scalzo nello
studio vuoto toccando mobili, luci, telecamera «per entrare in
contatto con l'ambiente, conoscerlo meglio, sentirmene parte» dice
lui. Come in casa propria insomma, quando si sa dove si trova
qualsiasi cosa anche se non si accende la luce. «Le cose sono un
riflesso di noi stessi». Poi parla con Mark, gli chiede se si può
muovere, se deve star fermo, quanta libertà di azione ha. E con un
viso così intenso e una carriera come la sua è ovvio che i
fotografi lo lascino spesso fare.
David è INCREDIBILE da guardare sotto i riflettori: non ha
limiti, non ha paura dell'errore, sa che i migliori scatti
vengono anche grazie a lui. Si cimenta in mosse e parla, improvvisa
personaggi. Mark scatta a più non posso, lo lascia libero di agire,
l'energia nella stanza è tangibile. Siamo tutti
innamorati di lui, non riusciamo a staccargli gli occhi di dosso:
siamo in uno di quei momenti in cui l'arte è al di sopra di tutto.
Ci dice "show time!". David ci regala se stesso per un giorno e noi
gli ricambiamo la cortesia. Non mi serve più di fargli domande.
Come diceva lui stamattina: «A volte è meglio non sapere. Sparisce
il misticismo altrimenti».
Styling di Steph Wilson.