Risarcimento record per presunti danni da Botox

13 maggio 2010 
<p>Risarcimento record per presunti danni da Botox</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Il Wall Street Journal è stato tra i primi a darne notizia: un tribunale dell'Oklahoma negli USA ha richiesto 15 milioni di dollari di risarcimento ai produttori di Botox in favore di una donna di 47 anni. La fonte è in realtà l'Orange County Register (quotidiano d'informazione locale della contea californiana di O.C.)

La causa è stata presentata da Sharla Helton, una ginecologa ostetrica che ha dichiarato di aver perso il suo lavoro dopo complicazioni presentatesi in seguito alle iniezioni richieste nel 2006. Ha quindi accusato il Botox di essere la causa di malesseri come sdoppiamento della vista, difficoltà di respirazione e dolori a braccia, mani e piedi.

La giuria del tribunale ha accusato la società Allergan, titolare del marchio Botox, di "negligenza" per non aver espresso tutti i rischi a cui i pazienti sono sottoposti nel caso in cui il Botox venga utilizzato in situazioni "off-label" cioè per fini diversi da quelli previsti dalla normale indicazione terapeutica (che sarebbe la cura per gravi malattie muscolari. La tossina botulinica, invece, viene anche sfruttata per uso estetico).

La Helton ha dichiarato che il verdetto è stato il «Primo passo per rendere consapevoli i cittadini dei rischi effettivi del Botox».

L'azienda Allergan ha già presentato ricorso e per mezzo della portavoce Caroline Van Hove ha risposto che il verdetto della giuria: «E' incompatibile con tutte le prove scientifiche e mediche credibili».

In Italia, giusto una settimana fa, il Prof.
Emanuele Bartoletti, segretario generale della Sime (Società Italiana di Medicina Estetica) ha stilato una guida per il corretto utilizzo della Tossina Botulinica per uso estetico. Dicendo che «Nel 2009 su 55mila trattamenti solo lo 0,007% ha dato luogo a effetti collaterali. Inoltre, viene utilizzata in quantità minime tali da non avere alcun effetto secondario. Gli unici inconvenienti che si possono verificare - continua il Prof. Bartoletti - sono imputabili al fatto che se iniettato nel muscolo sbagliato si può avere un abbassamento della palpebra (la legge italiana limita l'utilizzo della tossina botulinica per scopi estetici alla zona frontale, ndr), che tuttavia può essere corretto con una iniezione in un muscolo antagonista».

Oggi, abbiamo contattato telefonicamente il Prof. Antonino Di Pietro, dermatologo plastico, che a noi di Style.it ha dichiarato: «In questi anni è stata fatta una comunicazione molto spesso scorretta nei confronti della tossina botulinica utilizzata a scopo estetico facendo passare un messaggio di sicurezza assoluta e di innocuità. Ho sempre sostenuto che trattandosi di una tossina utilizzata come farmaco si dovesse sempre chiarire che potenzialmente poteva, e può avere, effetti collaterali che non devono essere trascurati. Non sono contro l'uso farmaceutico della sostanza, se serve per risolvere un problema patologico. Sono invece contrario all'uso della sostanza per scopi estetici almeno fino a quando non verrà fatta piena luce sui reali e possibili effetti collaterali».

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