Botulino «Attenzione: la sostanza potrebbe migrare»

19 luglio 2010 
<p>Botulino «Attenzione: la sostanza potrebbe migrare»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Dopo la sentenza plurimilionaria emessa da un tribunale americano contro la società Allergan (distributrice mondiale del Botox, farmaco utilizzato come antiage), le signore italiane che ci avevano fatto un ingenuo pensierino o che lo hanno già provato, si stanno chiedendo se ci sono realmente dei rischi oppure no, e se bisogna accertarsi più della bravura del proprio medico estetico nell'identificare il muscolo giusto, che della sicurezza reale della sostanza stessa iniettata.

La società americana Allergan ha inviato un comunicato ufficiale in risposta alla notizia: «Allergan esprime il proprio profondo rincrescimento per il fatto che i giudici, pur dichiarandosi in favore di Allergan in merito all'accusa di responsabilità del prodotto mossa dalla Signora Helton, hanno emesso un verdetto sfavorevole per "negligenza" relativamente a una presunta promozione "off label" del farmaco. Conclusione, questa, in contrasto con ogni accreditata evidenza scientifica e medica». L'azienda dichiara infatti che il prodotto non causa botulismo. Anche se, dichiara sempre Allergan: «I pazienti cha hanno ricevuto dosi elevate di Botox, molto superiori a quelle raccomandate, hanno sviluppato talvolta debolezza localizzata e, raramente, debolezza sistemica».

Il vero problema quando si parla di tossina botulinica a uso estetico non è solo l'annullamento della mimica facciale in alcune zone con la conseguenza di trasformare l'espressività del volto, ma è il fatto che «non siano ancora totalmente noti i meccanismi di azione di base. C'è ancora una conoscenza abbastanza frammentaria» dice Matteo Caleo, ricercatore dell'Istituto di Neuroscienze di Pisa, Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche). «Si riteneva comunemente che gli effetti della tossina botulinica rimanessero estremamente localizzati a livello del sito di somministrazione. Tuttavia ci sono dati nella letteratura scientifica che indicano che il botulino può agire anche a distanza a seguito del trasporto lungo i fasci nervosi». Questo studio però «è stato eseguito su roditori e se si confronta il rapporto quantità immessa nell'animale con il suo peso, direi che è tre/cinque volte superiore a quella utilizzata nell'uomo per scopi patologici, e trenta volte superiore a quella usata in campo cosmetico». Insomma, la diffusione di piccole quantità non è stata esaminata nello studio a cui fa riferimento il dottor Caleo.

La vera novità, invece, sembrerebbe un'altra. E cioè che, prosegue Caleo: «le nostre ricerche evidenziano che la tossina botulinica si comporta diversamente a seconda della densità (quantità, ndr) di alcuni recettori presenti nell fibre nervose e responsabili del trasporto della tossina stessa». In concreto: se iniettata in un muscolo potrebbe comportarsi diversamente rispetto a un altro. Ecco perché sarebbe utile, prima di stabilire il volume di tossina da iniettare, fare una mappatura della densità muscolare della zona da trattare.

Il 25 maggio scorso abbiamo inviato ad Allergan, la società che distribuisce Botox in Italia, 10 domande: a oggi, non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Restiamo in attesa e vi faremo sapere.

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