Le nuove frontiere del filler

27 luglio 2010 
<p>Le nuove frontiere del filler</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Soluzione intermedia tra una semplice crema e la più impegnativa chirurgia estetica, i filler diventano sempre più sofisticati, per garantire risultati davvero "su misura". Ma è essenziale rivolgersi a medici di comprovata esperienza, per evitare rischi inutili e spiacevoli incidenti.

Acido ialuronico e collagene, ma anche calcio e acido lattico: i filler diventano sempre più tecnologici,  per rispondere alle diverse esigenze e soddisfare le crescenti richieste di trattamenti  beauty mini-invasivi ma dai risultati immediati e duraturi. Così, il mercato si sta evolvendo in nuove direzioni: secondo il Los Angeles Times la sfida di oggi è quella di prolungare la durata dei trattamenti, che non supera generalmente i nove-dodici mesi. Questo accade perché i riempitivi utilizzati finora vengono gradualmente riassorbiti dalla pelle: si rende quindi necessario ripetere le iniezioni, generalmente dopo sei-nove mesi.

Una nuova frontiera potrebbe essere l'utilizzo delle cellule staminali: come spiega Nathan Newman, dermatologo di Beverly Hills «Il tessuto adiposo è ricchissimo di cellule staminali. Quindi, è possibile prelevare il grasso dal corpo della paziente, estrarre le cellule staminali e iniettarle nelle aree del viso da trattare. Nel giro di tre mesi le cellule si integrano nella nuova sede, e non verranno più riassorbite: anche se, è bene ricordarlo, saranno comunque soggette al normale processo di invecchiamento».

Ma il dottor Neal Schultz, di DermTv.com, frena i facili entusiasmi: »Non ci sono abbastanza dati per pronunciarsi sull'uso delle staminali: la verità è che ne sappiamo ancora troppo poco, e potrebbero esserci effetti collaterali che ancora non conosciamo».

Mentre la ricerca va avanti per la sua strada, è innegabile che il business dei filler sia oggi in rapida espansione: e gli avvocati inglesi specializzati in cause sanitarie denunciano  un drammatico incremento dei contenziosi legati proprio a questa realtà. Edwina Rawson, legale specializzato in casi di chirugia estetica presso lo studio Field Fisher Waterhouse di Londra ha dichiarato al Guardian «Abbiamo assistito a un significativo aumento delle cause legate alla somministrazione di filler nell'ultimo anno». Ma di chi è la responsabilità del crescente numero di "incidenti" legati ai mini-interventi di medicina estetica? L'autorevole quotidiano inglese non ha dubbi: i colpevoli sono i troppi centri che, fiutata l'opportunità business, si improvvisano nel proporre  trattamenti che dovrebbero essere un'esclusiva medica.

Le conclusioni, a questo punto, sono ovvie : se filler deve essere, che sia assolutamente sicuro, e che venga somministrato esclusivamente da personale medico competente.

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