Occhi a mandorla addio

13 dicembre 2010 
di C.L.
<p>Occhi a mandorla addio</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Cambiano i canoni di bellezza, o perlomeno si uniformano. Gli occhi a mandorla non sono più sinonimo di fascino esotico. Anzi: aumentano le orientali che decidono di occidentalizzare il proprio volto. Solo in Cina sono tre milioni le donne che ricorrono al bisturi ogni anno alimentando una nuova frontiera della chirurgia estetica

Correggere gli occhi a mandorla. E' questa la nuova ossessione delle orientali, cinesi e giapponesi soprattutto, che sempre più spesso si sottopongono a interventi di chirurgia plastica pur di rientrare in un canone di bellezza europeo-americano, divulgato attraverso immagini provenienti da Hollywood o dal mondo della moda.

Solo in Cina sono circa 3 milioni le donne che ogni anno ricorrono al bisturi per cancellare quelli che venivano considerati tratti distintivi della bellezza orientale. Spendono 1,7 miliardi di euro, dando ossigeno a un'industria che coinvolge, tra medici e gli infermieri, 200mila persone. Non senza rischi: gli interventi non riusciti, anche a causa di cliniche low cost gestite da chirurghi improvvisati, sono 300 mila. Altrettante le pazienti che al posto di palpebre meno pesanti si ritrovano col volto sfigurato o paralizzato. C'è anche chi è ha perso la vita pur di assomigliare a una donna europea o americana: di recente ha creato sgomento la morte della cantante cinese Wang Bei, soffocata ad appena 26 anni durante un intervento chirurgico di riduzione dell'osso mascellare.

Il fenomeno dell'occidentalizzazione del volto a colpi di bisturi arriva dagli Stati Uniti e non è nuovo. «Questi interventi vengono eseguiti da tempo, ad esempio in California, dove c'è un'alta concentrazione di persone di origine orientale - spiega il chirurgo plastico Andrea Grisotti, past president della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) -.  La tecnica è conosciuta e se ci si affida a mani abili non ci sono rischi. Nel caso della correzione degli occhi a mandorla l'intervento consiste nel rifare il solco della palpebra superiore, solco che gli occidentali hanno e gli orientali no.  Altro intervento, anche questo per ora richiesto più negli Stati Uniti che da noi, la correzione del naso orientale, in genere piatto, verso un modello dal dosso più alto. Più difficile, in questa conversione da un volto orientale a uno occidentale, intervenire sulla pelle perché, a causa dello spessore, le cicatrici rischiano di essere molto dense».

Dagli Stati Uniti all'Italia il passo è breve. «La tendenza negli ultimi anni è cresciuta anche tra le donne orientali residenti in Italia - spiega Alfredo  Borriello, direttore dell'Unità operativa di chirurgia plastica dell'ospedale Pellegrini di Napoli - Non sono poche le pazienti che, provenendo dall'Oriente, si sono rivolte al mio studio per richiedere diversi interventi di chirurgia estetica tra i quali l'aumento del volume del naso, il ritocco della forma degli occhi, ma anche quella di guancia e mento, per mostrare un viso meno tondeggiante e, quindi, più occidentale».

VEDI ANCHE: LA CINA SCOPRE LA CHIRURGIA ESTETICA >>

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