In Russia a caccia di capelli d'oro

20 dicembre 2010 
<p>In Russia a caccia di capelli d'oro</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Nelle campagne dell'ex Unione Sovietica si trovano i capelli più pregiati al mondo: le donne si tagliano le tradizionali trecce e alimentano il mercato per le extension.

La necessità, è risaputo, aguzza l'ingegno: e così, nelle regioni più povere della Russia le donne hanno trovato un'insperata risorsa nelle proprie chiome. A queste latitudini, infatti, è predominante il fototipo chiaro: e i capelli biondi sono ricercatissimi  perché  non necessitano di decolorazioni e possono essere tinti facilmente per produrre extensions di altissima qualità. Il business è esploso negli ultimi anni, e i commercianti di capelli, contante alla mano,  si contendono le aree da battere alla ricerca di chiome da acquistare.

Sul fenomeno ha indagato il New York Times con un reportage da Moalsk, dove ha sede Belli Capelli, l'azienda russa leader nel commercio di capelli umani. Il suo fondatore, Kuznetsov dichiara di pagare appena 50$ per una treccia di 40 cm: eppure, questa somma esigua rappresenta spesso un'ancora di salvezza in luoghi dove la disoccupazione è endemica, e lo stipendio mensile medio non arriva a 300$.
In più, in questi luoghi, le donne giovani portano tradizionalmente i capelli lunghi, e li tagliano alla nascita del primo figlio: non è infrequente per i cacciatori di chiome acquistare trecce tagliate anche molti anni prima.

Ma, anche se i mercati principali rimangono gli Stati Uniti e l'Europa, non tutti i capelli raccolti da Kuznetsov e dai suoi colleghi prendono la strada dell'estero. Un buon 20% della produzione annuale viene dirottato su Mosca e San Pietroburgo, per allungare e infoltire le chiome delle nuove ricche. "È il capitalismo" commenta Kuznetsov. "La gente che ha disponibilità vuole distinguersi da chi non ha. Perché una donna vende i suoi capelli a un'altra? Perché chi ha più denaro vuole essere più bello".

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RISULTATI
Ruecambon 72 mesi fa

Succedeva anche qui in Italia. Spesso ci dimentichiamo che siamo figli di società contadine e che le famiglie meno abbienti costituivano la maggior parte della popolazione di noi italiani fino agli anni Sessanta (almeno...). Sul commercio delle chiome femminili è stato girato anche un documentario , "HAIR": si seguono i destini delle trecce delle donne indiane, tagliate come voto ad una divinità e "sacrificate" sull'altare della vanità nel ricco Occidente...

meira 72 mesi fa

che miseria...

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