Da Twiggy a Jean Shrimpton

24 febbraio 2011 
<p>Da Twiggy a Jean Shrimpton</p>

«Abbiamo cercato di ricreare l'atmosfera anni '60 e l'eleganza delle donne del tempo». Questa la definizione del make up artist Tom Pecheux per MAC Cosmetics, per quello che ci pare essere il mood dominante per il prossimo autunno inverno.

Siamo solo al secondo giorno di sfilate e già si impone uno stile preciso nel look: le atmosfere chic degli anni '60 e '70. Torna la voglia di stupire ma con eleganza misurata. Le modelle che sfilano in passerella questi giorni giocano a fare le signore chic di quegli anni, con un occhio alle icone del tempo, le modelle Twiggy e Jean Shrimpton. Parola d'ordine, quindi: volume e compostezza per i capelli, ricercata naturalezza per il trucco, focalizzato sugli occhi.

Proprio Tom Pecheux per Max Mara ha voluto ricreare l'atmosfera dell'epoca con un make up elegante e discreto, tutto giocato sui toni del beige, quel che si addice a una signora che deve imporsi ma non troppo. La donna di Ermanno Scervino, invece, pur mantenendo il contegno e l'eleganza, gioca con colori e texture più "forti".  Il make up artist Lloyd Simmonds per MAC Cosmetics, infatti, ha voluto dare un tocco "rock" rispettando il rigore e l'eleganza degli anni a cavallo tra i '60 e i '70, «traendone però solo l'aspetto più chic», come tiene a sottolineare Michele Magnani, Senior Artist MAC Cosmetics. Aggiungendo che quello di Lloyd «è il trucco più particolare visto fino ad ora a Milano». Una meravigliosa fusione tra la parte più elegante e quella più sensuale e femminile. «Abbiamo fatto degli occhi il punto focale di questo make up - sottolinea Simmonds - con uno smoky eye davvero particolare: una graphic line ma solo nella parte inferiore dell'occhio e sfumata nei toni del nero e viola».

Una ragazza degli anni '60, un po' Jean Shrimpton e un po' Twiggy è anche l'ispirazione della sfilata di Alberta Ferretti e del look creato dalla make up artist Lucia Pieroni per Mac Cosmetics dall'hair stylist Guido Palau.  «Il trucco è molto naturale e fresco. Ci siamo ispirati alle modelle più famose di quegli anni e anche all'attrice Goldie Hawn. Gli occhi sono in primo piano grazie all'eyeliner nero. Mentre il resto è nude». Guido Palau per i capelli studia volumi non esagerati, giocando con il ciuffo che copre metà viso.

Per le acconciature, in generale, la parola d'ordine è: volume e compostezza. «Il mood è quello di una donna molto chic, pettinata da parrucchieri di altri tempi»ci spiega Roberta Bellazzi di Aldo Coppola, che ha seguito l'hair styling della sfilata di John Richmond. Volumi ma molto naturali, concentrati sulla parte alta della testa e ottenuti con cotonature e texture specifiche, lacca e spuma. Sulla parte bassa, il resto dei capelli è raccolto in chignon sulla nuca, come da Alberta Ferretti o code, come da Ermanno Scervino e John Richmond. Proprio per Scervino, l'hair stylist Carlo Bay ha creato un «retrò anni '60, molto sofisticato, una via di mezzo tra rock e dandy».  L'ispirazione, anche per Bay, è data dalla modella Twiggy, «rivista e corretta e con un tocco di modernità dato proprio dalla coda».

«Gli anni '60 sono belli infatti, ma vanno anche reinterpretati», ci tiene a sottolineare Bay. Anche perché oggi è possibile ottenere volumi magari esasperati ma dall'effetto naturale, grazie alle nuove e più moderne texture, lacche e spume in primis, che non sporcano e non appesantiscono il capello.

Il dettaglio più originale lo abbiamo visto nel backstage e sulla testa delle modelle di John Richmond: mollettine lasciate a vista. Il perché lo spiega Roberta Bellazzi: «L'idea di partenza è quella di una donna invitata a una festa, elegante e composta con il suo, ma che noi abbiamo colto nel momento in cui subentra la stanchezza, quando la pettinatura inizia a cedere e le ciocche si sciolgono e fuoriescono dal raccolto iper-cotonato nella parta alta e con una coda bassa sulla nuca. A questo punto abbiamo immaginato la ragazza intenta a trattenere queste ciocche fissandole alla meglio con le mollettine, appunto».

E se i capelli sono corti? Va bene, in fondo Twiggy li portava così, purché animati da un certo volume, of course.

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