Il lato oscuro dello sbiancamento

06 aprile 2011 
<p>Il lato oscuro dello sbiancamento</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Regalano un sorriso smagliante in una manciata minuti, costano poco e stanno conoscendo un vero e proprio boom: sono i prodotti per lo sbiancamento dentale a domicilio. Ma attenzione a non esagerare: potreste diventarne letteralmente schiave.

Diventare dipendenti da un dentrificio? Al giorno d'oggi anche questo può accadere,  soprattutto se si scelgono prodotti ad azione whitening. E non solo perché l'effetto di sbiancamento è temporaneo: alcuni componenti possono danneggiare lo smalto, e renderlo - ironia della sorte- ancora più vulnerabile alle aggressioni.

Accade per esempio con diossido di cloro, uno sbiancante estremamente aggressivo presente in alcuni kit in vendita sul web. Questa sostanza corrode la superficie del dente, schiarendolo nell'immediato ma creando seri danni. I denti possono diventare iper-sensibili, e come se non bastasse tornano presto a una tonalità ancora più scura di quella che avevano in origine.

Ma anche l'innocuo perossido di idrogeno ( la comune acqua ossigenata) , che è alla base della maggior parte delle strip sbiancanti, non è poi così innocente. Se la concentrazione è troppo elevata (o se viene usato troppo di frequente) questo composto può danneggiare le gengive, causandone la recessione fino a esporre la radice del dente.

Non va meglio con i dentifrici, che spesso basano il loro potere sbiancante su una leggera azione abrasiva: con l'andare del tempo rendono lo smalto più poroso, e quindi più "ricettivo" nei confronti delle macchie.
Si instaura così un circolo vizioso, per cui più si sbianca più si ha bisogno di sbiancare.
Come evitare simili inconvenienti? Basta chiedere sempre consiglio al dentista, prima di sperimentare qualsiasi soluzione fai-da-te.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).