Make up in 3D

15 aprile 2011 
<p>Make up in 3D</p>

Come nasce il make up di un film in 3D? Che differenze ci sono e cosa diventa più importante rispetto alla creazione del trucco di un film normale? Risponde Rosalina da Silva, make up department head del film Tron: Legacy

Qual è il ruolo di un make up artist nella creazione e nella lavorazione di un film? Il regista dà delle linee guida o si lavori sul look con i costumisti/art director/hair stylist?
«Nel mio caso, il produttore Jeffrey Silver mi ha dato un'idea del film - spiega Rosalina Da Silva -. Poi ho raccolto riviste, ritagli di giornale e disegni, attraverso i quali ho potuto creare degli esempi di quelle che erano le mie idee. Durante una riunione con Joseph Kosinski, il regista del film, abbiamo parlato di ogni aspetto e esplorato nuove idee. Data la sua formazione nel campo dell'architettura, ho pensato che sarebbe stato interessante inserire linee e forme forti nel trucco, perché fossero in linea non solo con l'ambientazione e con i costumi, ma anche con la sua visione complessiva. Anche il design dei costumi è stato sicuramente una fonte di ispirazione. Poi ho cominciato a lavorare con la hair stylist per ideare i look che Joseph avrebbe dovuto approvare. È stato un lavoro di squadra».

Il film è stato girato in 3D: quali sono i prodotti principali che utilizzi quando si gira con questa tecnica e in che modo differiscono dal makeup utilizzato normalmente?
«Le riprese in 3D erano un'esperienza per me totalmente sconosciuta, dunque è stato un susseguirsi di tentativi ed errori per il primo mese di make up test. In ogni caso, sapevo che il lavoro doveva risultare estremamente rifinito e che ci sarebbero stati ulteriori cambiamenti per quanto riguarda i colori utilizzati per le tonalità della pelle. Per questo motivo, ho deciso di fermare le tonalità naturali e dare ai volti dei riflessi ideando e realizzando basi e ciprie che potessero aiutare a creare quel tipo di look».

"Tron: Legacy" è stato girato utilizzando una complessa disposizione delle luci e con i personaggi illuminati dal basso: come ha inciso questo sull'ideazione del make up?
«L'illuminazione era molto chiara e leggera, quasi senza ombre. Quando ho creato questo makeup e ho deciso di mantenere la palette monocromatica, la mia intenzione era quella di assicurarmi che gli attori divenissero parte integrante del set, assorbendo e riflettendo l'ambientazione».

In che modo i costumi luminosi e gli elementi digitali del film influiscono sul make up?
«Mantenendo i design neutri e riflettenti, il make up abbraccia gli elementi luminosi dei set e con essi completa i costumi».

Quali ricerche hai condotto prima di scegliere il look deciso e geometrico delle "Sirene"?
«La realizzazione del make up delle Sirene è stato un lavoro lungo con molti test e modifiche. Abbiamo dovuto semplificare l'idea originaria per questi personaggi per essere in linea con il prodotto. Originariamente le Sirene avrebbero dovuto essere tutte identiche, ma questo non è stato possibile per via delle differenti sfumature della pelle delle attrici. Ho così deciso di esagerare la tonalità delle loro pelli e utilizzare questo contrasto al massimo, dando ad alcune sfumature più scure e ad altre più chiare rispetto al colore naturale della loro pelle».

In che modo un make up contribuisce nel delineare il personaggio di un film?
«I personaggi sono costruiti da un intero gruppo di creativi e il mio lavoro è quello di utilizzare il makeup come uno degli elementi maggiormente visivi per fornire al regista la visione finale sullo schermo».

Il makeup delle principali figure femminili, Quorra e la Sirena Gem, ricorda le pesanti linee degli occhi viste al Giambattista Valli fashion show FW10. Che cosa ha ispirato questo look così all'avanguardia?
«Ho visto così tante sfilate di moda! Il lavoro del make up artist Kabuki è stato fonte di grande ispirazione per me. Il regista voleva che le Sirene sembrassero delle "dee sexy", così ho voluto enfatizzare gli occhi aggiungendo 3 set di ombretti e lenti a contatto eccezionali!».

Il look di Quorra è perfetto per una serata. Puoi illustrarci passo dopo passo come è stato  realizzato?
«Primer: M·A·C Strobe Liquid
Fondotinta: Una base per la copertura totale, applicata con un pennello
Correttore: Un mix di colori molto leggeri
Guance: Una polvere lucente scintillante (applicata anche lungo il naso e nell'area sotto il sopracciglio)
Occhi: M·A·C Paint Bare Canvas come base, M·A·C Paint Pot Quite Natural sulla piega dell'occhio e M·A·C Paint Pot Bare Study per dare luminosità.
Contorno occhi: M·A·C Eye Kohl Smolder, amalgamato e sfumato per creare eyeliner ed effetto ombrato. M·A·C matita per occhi Ebony, M·A·C Fluidline Blacktrack
Sopracciglia: Gel sopracciglia per dare loro forma, per poi scurirle con il M·A·C Fluidline Blacktrack
Labbra: Rossetto Fresh Brew di M·A·C
Per il tocco finale, ho creato la mia  personale polvere con una base di Polvere Iridescente/Silver Dusk M·A·C  e Set Powder Invisible M·A·C con un tocco di altri pigmenti e polveri. Ho mescolato il tutto per creare una polvere fine extra riflettente. Questa è stata la base per la maggior parte dei personaggi durante il film. Altri prodotti principali includevano M·A·C Fluidline Blacktrack, che ho usato in grandissima quantità e M·A·C Paint Pots Background».

Il make up di TRON: Legacy è monocromatico, costituito da moltissimo bianco e nero. Quale effetto cercavi di ottenere ideando un makeup di questo tipo?
«Semplicemente non volevo un make up colorato. Pensavo che il colore sarebbe entrato in contrasto con il set e i costumi e che i personaggi fossero parte del set, fatta eccezione per Sam. Volevo che il suo trucco fosse diverso e drammatico: per un essere umano in un mondo virtuale».

Quali sfide hai affrontato nella creazione e nell'applicazione del make up?
«Riuscire a farlo durare tutto il giorno. Con così tanti elementi contro, un grosso problema era quello di tenere gli attori freschi e asciutti, in modo tale che il sudore non rimuovesse il make up».

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