Beauty ads: la Gran Bretagna detta le regole

15 maggio 2011 
<p>Beauty ads: la Gran Bretagna detta le regole</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Il ritocco selvaggio delle foto pubblicitarie è ormai un'abitudine consolidata: ma nel Regno Unito le associazioni dei consumatori fanno sentire la loro voce.

Ha fatto notizia l'iniziativa di Make Up for Ever che ha utilizzato una foto "al naturale" per una campagna pubblicitaria: perché, in pubblicità, ormai di Photoshop è sempre più difficile fare a meno. Ma non ci sono solo le "magie" della post-produzione ad alterare l'aspetto delle modelle che ammiccano dalla réclame patinate: perché il trucco fotografico è spesso molto elaborato, e ricorre a qualunque artificio pur di rendere le testimonial ancora più avvenenti.

Ma fino a che punto è corretto "aiutare" l'apparenza delle modelle, quando si promuovono prodotti di bellezza? La questione è aperta. Nel Regno Unito per esempio, le associazioni dei consumatori si stanno muovendo perché le aziende non possano "potenziare" al computer o con altri artifici l'effetto del cosmetico reclamizzato. Per esempio, allungando le ciglia in fase di postproduzione ( o utilizzando direttamente ciglia finte) nelle pubblicità dei mascara - e sono esempi realmente accaduti.

Adesso, oltremanica, due enti rappresentativi dei pubblicitari, la Cap (Committee of Advertising Practice) e la Bcap (Broadcast Committee of Advertising Practice) hanno dettato delle norme per l'auto-regolamentazione nella produzione delle campagne beatuy. Vediamo cosa prevedono:

-No all'uso di extension per le ciglia che possano essere fuorvianti (ossia: vanno bene nella pubblicità di uno shampoo, ma non in quella di un mascara)
- No all'utilizzo eccessivo di extension nelle réclame di prodotti per i capelli
-No alle unghie finte/ricostruite negli annunci che hanno per oggetto prodotti per la cura delle unghie
-No al fotoritocco per rimuovere rughe, capelli elettrici e imperfezioni della pelle se il prodotto reclamizzato afferma di aiutare a risolvere quello specifico problema.

A leggerle così sembrano comuni norme di buon senso… Ma il fatto che ci sia stato bisogno di  metterle per iscritto, e che vengano ora adottate come linee guida, dimostra che le cose non stanno così.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
elisa_motterle 67 mesi fa

@cri ecco Cri, quella era proprio uno degli advertising incriminati!

cri 67 mesi fa

Giusto, ricordo uno spot di un mascara il cui slogan è "the London Look" in cui le ciglia erano palesemente finte!! Inoltre per alcuni prodotti come creme antirughe o contro la cellulite, la fregatura è doppia, in quanto le modelle sono spettacolari, e i prodotti in molti casi costano tantissimo.

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).