La bellezza non va in crisi

24 maggio 2011 
<p>La bellezza non va in crisi</p>

Cibo, salute e bellezza: sono questi i tre consumi ritenuti irrinunciabili dagli italiani. E se sui primi due non c'è nulla da dire, il terzo dato qualche sopracciglio (rigorosamente ben curato) lo solleva, visto che, alla faccia della crisi, nel 2010 si sono spesi quasi 10 milioni di euro (9,261per l'esattezza) in cosmetici, con un aumento dell'1% rispetto all'anno prima.

A tracciare il narcisistico quadro è stato il Beauty Report 2011 di Unipro, l'associazione che unisce le aziende di cosmetica, che ha registrato un aumento generalizzato nelle vendite di tutti i prodotti, con particolare attenzione a smalti per unghie (+6,7%), cofanetti trucco (+11,8%), creme per la depigmentazione della pelle (+6%) e confezioni regalo da donna (+14,4%).

Ma non pensiate che il fenomeno sia solamente femminile: anche gli uomini, infatti, non sono affatto insensibili al fascino della cremina, meglio se antirughe, tanto da essere diventati acquirenti esigenti almeno al pari delle donne. Altro dato interessante emerso dal rapporto riguarda il canale di vendita preferito, che è risultato essere la farmacia: una scelta che si spiega con la maggior affidabilità che si ritiene abbia un prodotto comprato in farmacia rispetto alla profumeria o al grande magazzino.

E sempre a proposito della questione sicurezza e salute, sono stati annunciati controlli più rigidi da parte del Ministero della Salute per i cosmetici che, esattamente come avviene per i farmaci, dall'anno prossimo dovranno indicare i possibili effetti indesiderati, anche se questa norma restrittiva, a detta del presidente di Unipro, Fabio Franchina, riguarderebbe perlopiù i prodotti che arrivano da paesi terzi, visto che le aziende italiane ed europee sono già sottoposte a norme per la sicurezza definite le più severe al mondo.

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