Ashley Smith: «Sono una vera Loverdose girl»

09 settembre 2011 
<p>Ashley Smith: «Sono una vera Loverdose girl»</p>

Di lei si dice sia una modella "fuori dagli schemi", non molto alta, con un seno grande e i denti non proprio perfetti. A parte i denti, che comunque sono deliziosi e davvero la contraddistinguono, il resto mi pare non corrisponda al vero. A vederla non viene certo in mente la tipologia "modella curvy" cui i giornali la associano, anzi. Ashley Smith ha due gambe sottilissime, un vitino da vespa, fianchi che farebbero invidia anche a una ragazzo e un seno certo non inesistente, ma normalissimo. Si capisce anche perché Diesel l'abbia scelta come testimonial della sua ultima fragranza, Loverdose (che è come dire: Love Overdose), un elisir caldo e sensuale che cattura al primo istante a partire dal flacone, prezioso come un diamante.

Ammaliatore al primo istante, proprio come Ashley. Mi stupisce davvero la distanza tra il "si dice…" e quello che in realtà osservo quando l'ho di fronte. Allora decido di chiederle subito di questa sua fisicità, così strana forse nel mondo del fashion system dominato da modelle taglia 36 al massimo 38, ma così normale quando invece la si osserva dal vivo.

Vieni considerata una modella un po' atipica: seno grande, denti non perfetti, statura non proprio da top model. Una silhouette curvy che fa di te una vera Diesel girl?
«Sì, sono certamente una "Diesel girl". Diesel è un marchio importante per il mondo dei jeans e io sono cresciuta indossando jeans e t shirt. E poi è un marchio per ragazze che giocano, si divertono, stanno con gli altri ragazzi e vivono appieno la vita, secondo le proprie regole e non in base a quel che dicono gli altri. E io sono proprio così: non accetto, compresi quelli sullo stile, preferisco sempre fare di testa mia».

Seno grande, denti non proprio perfetti… Sono stati un problema per la carriera, hai mai pensato di modificarli?
«No, non cambierei nulla di me. Il lavoro che faccio mi piace tanto ma non sacrificherei nulla, tanto meno quelle che sono le mie caratteristiche. A meno che non si tratti di salute».

Ultimamente c'è un ritorno alla valorizzazione delle curve. Perfino Franca Sozzani dal sito e dalle pagine di Vogue Italia ha lanciato una campagna a favore di un corpo più morbido, contro l'anoressia. Tu cosa ne pensi?
«Credo si tratti di un'ottima iniziativa. Al mondo ci sono tanti tipi di donne, così come tanti colori in natura, quindi penso sia fantastico che si pensi che nella moda non esista o non debba esistere un solo tipo di bellezza, ma tante. Sono felice che la moda apra gli occhi e le porte a più tipi di femminilità, a quello che è bello in generale, perché il bello può essere declinato in più modi. La cosa più importante è accettarsi così come si è, piacersi, perché è quello il segreto per essere belli».

Ti hanno paragonata a Brigitte Bardot, come fisicità, come carica sensuale e come tipologia di donna. sei d'accordo con questo paragone, lo condividi?
«Non ho mai avuto il piacere di incontrare di persona Brigitte Bardot, ma ammiro molto questo chic parigino, questo modo di vivere così "francese", quindi per me è un onore essere paragonata a questa icona».

Quali sono, secondo te, le caratteristiche (non solo fisiche) che hanno fatto di te una supermodella?
«Essere belli è una cosa, ma avere un qualcosa in più dentro, dietro lo sguardo penso faccia la differenza e renda più attraente una perosna. Almeno per me è stato così e penso che questo si veda, traspaia».

Vieni dal Texas, una terra molto particolare. Un'altra grande modella del passato, Jerry Hall è texana e soprattutto Janis Joplin. Cosa rende particolari voi texane? La forza, la tenacia…
«Non riesco a dire con precisione cosa ci rende così speciali, ma il fatto che siamo così piene di vita può dipendere dall'educazione che abbiamo ricevuto, dal modo di vivere. Rispetto ai ragazzi di altri posti viviamo più all'aria aperta, in spazi ampi, siamo degli spiriti liberi. Inoltre viviamo in uno stato bellissimo, il Texas, che aspetta solo di essere esplorato, quindi siamo un po' esploratori, molto forti e tenaci. Ecco penso dipenda da tutto ciò».

Loverdose uguale: una donna audace, ammaliatrice e sensuale a cui è vano resistere. La ricetta del profumo prevede  un mix di note frizzanti di mandarino, dolci alla vaniglia e liquirizia, preziose e sensuali  al gelsomino ed esotiche ai legni di cedro e sandalo. Ti riconosci in questo mix di frizzante, dolce, sensuale ed esotico? Cosa ti accomuna al profumo Loverdose?
«Credo proprio di essere una ragazza Loverdose. Questa fragranza e anche il suo flacone non hanno caratteristiche solo femminili, ci sono profumi invece che lo sono, questo ha qualcosa di più, forse rappresenta davvero una ragazza del Texas come me, così indipendente, forte, tenace. Una ragazza sì, della quale i ragazzi si innamorano perché attirati dalla sua personalità, vogliono sapere tutto di lei, la sua storia. Questo è il fascino».

"Abbiamo tutti bisogno di un'altra dose di amore…" mettersi in gioco, rischiare di ritrovarsi con il cuore spezzato. E' uno dei messaggi del nuovo profumo Diesel, Loverdose, un vero e proprio filtro d'amore.  Tu hai scoperto qual è il segreto dell'amore? La magica alchimia? Il cocktail che rende un amore unico, speciale e diverso dagli altri?
«E' difficile rispondere a questa domanda, è come dire: che cosa è l'amore. E' un qualcosa contro cui non si combatte, qualcosa di inaspettato che può accadere in qualsiasi posto e in qualsiasi momento. Qualcosa di inspiegabile».

Si può amare una persona, ma anche un luogo, un libro, un cibo, un abito, una canzone… quali sono i tuoi amori?
«Amo molte cose, non sono una ragazza difficile. L'amore certamente, i ragazzi e la musica, che metto al primo posto, che ti prende completamente e che ti fa muovere, anche se non lo vorresti. Mi piace poi il cibo giapponese, mi piace Parigi, il cinema… Potrei fare un lunghissimo elenco!».

Ti piace più conquistare, come Loverdose, o essere conquistata, ammaliata?
«Dipende dalla situazione. Mi piace certamente un bell'inseguimento e l'inseguimento comprende entrambe le cose, conquistare ed essere conquistati».

Facciamo un gioco:
Se Loverdose fosse un gioiello sarebbe un diamante raro. Ashley cosa sarebbe?

«Un opale nero, una pietra semplice ma per me misteriosa, sembra che racchiuda sempre un segreto».

Se Loverdose fosse un accessorio di moda sarebbe un paio di tacchi a spillo. Ashley…?
«Sarei un anello».

Se Loverdose fosse una città sarebbe Venezia, teatro dell'amore. Ashley…?
«New York».

Se Loverdose fosse un'emozione sarebbe l'amore passionale. Ashley…?
«Gioia e la felicità».

Come è stato lavorare con Solve Sundsbo per la campagna Loverdose?
«Innanzitutto parla inglese e questo ha facilitato le cose. E' stato facile, mi ha messo a mio agio, è stato un gran divertimento. Sapeva esattamente cosa voleva ma mia ha lasciato comunque grande libertà di muovermi, di giocare».

Hai lavorato con i più importanti fotografi, compresa Ellen von Unwerth e Terry Richardson. Con quale ti sei sentita più a tuo agio?
«Mi è piaciuto molto lavorare con Ellen, forse perché è una donna, quindi ci siamo trovate in sintonia per questo ma anche perché è una persona molto giocosa, fa molti scherzi, mi metteva oggetti nei capelli quando non mi accorgevo. Mi ha molto divertita e spero di diventare come lei, da grande».

Cosa ti piace del tuo lavoro e cosa preferisci fare: sfilare in passerella, posare per campagne pubblicitarie, per servizi fotografici su riviste o presenziare a cocktail e feste?
«Mi piace molto posare per servizi fotografici ma anche sfilare in passerella perché è come il teatro, come un gioco, come presentare qualcosa soltanto presentandosi, camminando».

Progetti per il futuro? E' vero che ti piace molto la musica e che ti piacerebbe fondare una band?
«Sì ho molti progetti, mi piacerebbe fare molte cose nella musica, nel teatro, creare una storia o disegnarla. La musica mi piace moltissimo e sì, vorrei tanto suonare in una band!».

Qual è il capo della collezione capsule Diesel Loverdose che preferisci?
«I jeans a zampa di elefante che indosso adesso, sono bellissimi. D'altronde a tutti piacciono i jeans…».

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