Massimo Serini: «Acconciature anni '50? Per ora basta!»

09 settembre 2011 
<p>Massimo Serini: «Acconciature anni '50? Per ora basta!»</p>

Pare che a Venezia, in questi giorni, ci sia un'umidità che si aggira intorno al 97 percento. Un clima che mette a dura prova qualunque tipo di acconciatura e trucco. Quindi un hair stylist, soprattutto se alle prese con star e red carpet, deve tenere conto anche di questo elemento. Un riccio che poi dopo un'ora diventa troppo frizz, un liscio che cade a piombo, uno chignon che ora dopo ora si appiattisce.

Compito non facile. Per questo abbiamo chiesto all'hair stylist Massimo Serini, a Venezia per L'Oréal Professionel, di spiegarci come si prepara un bravo parrucchiere a un evento simile, come lo affronta e quali trucchi adotta.

Quando si partecipa a un evento così importante, ci si prepara molto tempo prima?
«Direi di no anche perché tutto è in continuo divenire e le varie situazioni cambiano continuamente.
L'unico tipo di ricerca che svolgo riguarda le star con cui non ho ancora lavorato. Mi documento sulle loro uscite più importanti e traggo le mie conclusioni sul tipo di immagine che ritengo più adatta per ciascuna di loro. Ma sono solo delle indicazioni molto generali, tutto il resto nasce al momento».

Cosa fai per affrontare l'evento, ti concentri in modo particolare?
«Fortunatamente il Festival del Cinema di Venezia è subito a ridosso delle vacanze estive pertanto in linea di massima riesco ad arrivare all'evento abbastanza riposato. Quando si affrontano giornate come queste la concentrazione deve essere massima perché il ritmo di appuntamenti, presentazioni, conferenze stampa e red carpet è estremamente serrato e non rimane molto tempo per pensare.
Si passa da un attore ad un altro, anche con caratteristiche estremamente diverse tra loro, con una velocità incredibile. Spesso, quando si parla di un film, l'attrice viene preparata al mattino e forse si hanno cinque minuti alla sera per un rapido ritocco».

Quali sono gli elementi di cui tenere conto quando si pettinano le dive per un red carpet?
«Sicuramente l'elemento principale è rappresentato dai flash dei fotografi. Le foto che vengono scattate in passerella sono quelle che poi troviamo più spesso sulle riviste. Pertanto capelli e trucco devono risultare al meglio sotto la tempesta dei flash dei fotografi».

Decidi da solo quale sarà il look della diva di cui devi occuparti oppure si fa un lavoro di squadra? E quanto tempo prima?
«Salvo rare eccezioni non esiste un vero e proprio lavoro di squadra anche perché la diva ha molte opzioni di scelta offerte dalle case di moda che se la contendono, quindi sino all'ultimo momento non si sa mai quale sarà l'abito prescelto. Normalmente per il trucco e i capelli ci adattiamo all'abito, appunto, cercando di valorizzare al massimo i punti di forza della persona».

Da quali elementi vieni influenzato nella definizione di un look?
«Mi lascio influenzare dal personaggio che l'attrice interpreta nel film che sta presentando.  Mi piace che ci sia sempre un filo conduttore tra il personaggio interpretato ed il look adottato per la serata. Inoltre, specialmente con le attrici che seguo da tempo, mi cattura molto la loro personalità. Mi piace che vengano ben esaltati i loro aspetti più forti: dolcezza, grinta o sensualità».

Qual è l'acconciatura della quale vai più fiero, anche delle passate edizioni del Festival?
«Quella di Isabella Ragonese, realizzata nella scorsa edizione. Per Isabella ho realizzato un' acconciatura che in momenti normali non avrebbe mai fatto... stile anni 30.  Adoro quel periodo!!

 

In passerella meglio sciolto o raccolto, solitamente? E perché?
«Normalmente amo molto i raccolti. Mi piace rivisitare in chiave moderna  le acconciature del passato , soprattutto anni '20, '30 o '50. Anche se a volte si sceglie in funzione di mille fattori: in primis  la mia sensibilità del momento. In questa edizione ho bissato con il 50, la prossima chissà…».

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