Considero Eugene Souleiman non un parrucchiere
o un hair stylist, come si usa dire, bensì un artista, un artista
del capello che ama dare un concetto, un'idea forte alle sue
realizzazioni, spesso dei veri capolavori. Usa la materia, il
capello, come fosse cosa viva, duttile e da plasmare a piacere. Le
sue acconciature sono sempre plastiche, tridimensionali, mai
piatte, vere sculture con un'anima. E' anche per questo che ricopre
il ruolo di creatore dello stile per Wella Professional. Ed è
soprattutto questo, l'arte e la concettualità, il terreno di
incontro con uno stilista che ha fatto dei propri abiti dei veri e
proprio capolavori, non semplici vestiti, ma sculture,
Antonio Marras. «E' un look che amo molto
quello di Antonio Marras, e questo in particolare, perché dà sempre
modo a noi acconciatori di poterci esprimere al meglio. A me
personalmente piace molto costruire con i capelli, quindi trovo sia
perfetto», confessa Eugene Souleiman.
Che descrive così l'ultima collezione per la primavera
estate 2012: «Ho amato molto il tema della collezione
perché non prevedeva un solo look, ma diversi. Anche se poi le
acconciature erano le stesse per tutte. L'idea che sta alla base è
"La signora e la cameriera", e la cameriera è vestita e acconciata
come la signora».
E' una sorta di gioco di ruolo, in cui ci si cambia i ruoli e la
gente gioca. «Come riferimento avevo alcune foto che Antonio Marras
mi ha mostrato e che ho trovato molto interessanti - continua
Souliman. Foto che ritraevano diversi soggetti, compresa una piece
teatrale intitolata Le Serve di Jean Genet e di un'artista
femminista e surrealista francese degli anni '30, che ha ispirato
artisti moderni come Cindy Sherman. Amava molto travestirsi e
ritrarsi in molti modi, come fossero tanti ruoli diversi».
Come è stato tradotto questo mood in
acconciatura?
«Quello che ho cercato di fare è un'acconciatura che riprendesse i
diversi ruoli. Un qualcosa di molto raccolto e quasi maschile e
qualcosa altro di più femminile, più morbido e costruito. Quindi
abbiamo creato una netta separazione tra le due parti. Abbiamo
spruzzato i capelli con tanta lacca, per dare lucentezza e fare un
raccolto tiratissimo e dare vita a un look "maschile" e compatto,
ma nello stesso tempo chic. Nella parte superiore invece abbiamo
realizzato una specie di coda-treccia attorcigliando i capelli a
torchon e avvolgendola intorno alla testa».
E' possibile realizzare questo look da sfilata anche
nella vita di tutti i giorni?
«Penso che si possa fare qualcosa che assomigli, ma più semplice.
Si possono separare i capelli con una riga da una parte, usare
molta lacca e realizzare una treccia come un torchon. L'importante
è tenere i capelli lontani dal viso e molto raccolti. Un qualcosa
di più soft, che rende il tutto più portabile e realistico».
Quali prodotti sono sttai usati? Gel o
lacca?
«Lacca, perché si asciuga più velocemente del gel, in due minuti
al massimo. L'importante è spruzzarla molto vicino alla testa, per
ottenere l'effetto bagnato. Consiglio di asciugare i capelli perché
se sono bagnati diventa più difficile e poi quando si asciugano, il
raccolto diventa ancora più raccolto».
E il make up? Come è stata tradotta
questa idea così forte alla base della collezione? «E'
difficle parlare di un'ispirazione unica, anche se la collezione
parte da un'opera teatrale, Le Serve del 1960. C'è molto mascara.
Ci sono molti elementi diversi. E' abbastanza forte, nudo, freddo,
forte», afferma Lisa Butler, la make up artist che
ne è l'autrice per MAC Cosmetics, che parla di un make up grafico,
«allungato verso la tempia e un po' brillante. Sembra molto
d'impatto ma in realtà è abbastanza semplice, elegante anche
direi».
L'idea che sta alla base segue quella della collezione, che è
composta da due tipologie di donne: una è elegante, una vera
signora l'altra molto più ordinaria. «Quindi ci sono due aspetti,
due donne nella stessa persona. Non deve apparire identico su tutte
le modelle. Comunque è abbastanza arrogante e freddo se
vogliamo».
I colori? «La collezione è composta da molti
colori che non volevo mischiare, volevo usarne uno solo. Il nero mi
sembrava troppo forte, così ho scelto di utilizzare un colore che è
grigio e verde insieme, ma non saprei dire esattamente perché, ho
solo pensato fosse il colore giusto. Un po' perché lo si vede in
alcuni abiti, un po' perché mi sembra così "italiano"».