Il bello del "brutto". Esiste?

di Maria Maccari 

Diana Vreeland, Barbra Streisand, Sarah Jessica Parker, Uma Thurman. Cosa hanno in comune queste donne? Visi particolari, irregolari e non classicamente belli. Esistono volti brutti? O solo volti irregolari? Ce lo spiega la make up artist Barbara Del Sarto

Maria Maccari

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Esistono volti brutti? O solo volti irregolari che, con qualche accorgimento particolare, possono diventare se non belli, certo affascinanti. A guardare Diana Vreeland e la sua storia si direbbe sì. In questo caso a sopperire è stata una personalità fortissima e un gusto e un'eleganza innati che ne fanno ancora oggi una delle donne più affascinanti della storia.

Non era bella, o meglio, non era bella secondo i canoni classici Diana Vreeland, la mitica direttrice di Harper's Bazaar e Vogue America, icona di uno stile tutto particolare. Lei amava dire: "L'eleganza è innata e non ha niente a che fare con l'essere ben vestiti". Un documentario e un libro la celebrano, oltre a una mostra che si è tenuta a Venezia nei mesi scorsi.

E la celebrazione di una simile icona diventa anche la celebrazione di un particolare tipo di bellezza, quella che sfugge a ogni regola canonica e che fa di un viso dai tratti fortemente irregolari, perfino brutto a prima vista, un modello da esibire, un punto di forza sul quale puntare grazie a una dote che non si impara, ma che al massimo si sviluppa: il fascino.

E come Diana sono tante le star dai tratti irregolari entrate ormai nella leggenda (o quasi) del cinema, della moda, dell'arte, della musica. Da Barbra Streisand ad Anjelica Houston fino alle più "recenti" Sarah Jessica Parker, Jennifer Aniston, Uma Thurman e addirittura la modella Karolina Kurkova. Che mai diremmo "brutte" ma che a ben guardare mostrano caratteristiche non proprio "regolari".

Nasi importanti, mascelle ben definite, occhi non proprio enormi. Sono solo alcune delle caratteristiche che esulano dai canoni estetici di bellezza classica ma che, se ben sfruttati, possono divenire punti di forza sui quali lavorare per trasformare la "bruttezza" in grande fascino e addirittura bellezza.

Abbiamo chiesto come fare a Barbara Del Sarto, make up artist per Giorgio Armani Cosmetics. A proposito di Diana Vreeland dice: «Indubbiamente il suo è un viso che esula dai canoni di bellezza con i quali siamo abituati a confrontarci abitualmente: irregolare, spigoloso, dai tratti forti e importanti, naso sporgente e occhi spioventi. Insomma non si può certo dire che Diana Vreeland fosse un'icona di bellezza nel senso più classico del termine, ma sicuramente un modello incontrastato di fascino, eleganza innata e savoir faire».

DA STYLE.IT

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