Festival di Sanremo: dietro le quinte con il make up artist

di Maria Maccari 

Dopo avere analizzato giorno dopo giorno i look delle cantanti a Sanremo, diamo adesso la parola a Simone Belli, make up artist che spiega come si crea il trucco di un evento così importante. E la differenza tra smoky eye e "make up pesante"

Maria Maccari

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Sì perché poi, alla fine, non è così semplice come appare. Spesso si tende ad abusare del termine "smoky eye", per incompetenza o per comodità di spiegazione e a far rientrare sotto questa categoria qualunque tipo di trucco per gli occhi, più pesante o più marcato di altri, più scuro o drammatico.

«Molti dei look visti sul palco di Sanremo sono più che altro make up strutturati e palpebre piene nei toni del nero, del grigio e del bronzo, non definibili proprio smoky eye, il cui effetto è molto più destrutturato e in cui le sfumature e i passaggi tra un colore all'altro rimangono più evanescenti», spiega Simone Belli, make up artist per L'Oréal Paris che al Festival di Sanremo ha truccato alcune cantanti e in particolare una, Maria Nazionale e a cui abbiamo chiesto di soddisfare alcune curiosità al riguardo.

Di spiegarci, innanzitutto, perché la maggior parte dei look visti nei giorni scorsi sul palco puntavano sul trucco occhi, in toni scuri. «Le luci dell'Ariston sono molto forti e hanno un assorbimento di luce del 40 per cento in più rispetto ai toni che si utilizzano per il make up più normale e di tutti i giorni - spiega Belli. Utilizzare tonalità troppo neutre o chiare potrebbe rappresentare un errore poiché si trasformerebbero in grigi o si annullerebbero totalmente conferendo al viso di chi è sul palco un'aria stanca».

Quindi si deduce che la scelta di puntare, per il trucco occhi, su smoky o comunque tonalità scure e strutturate nasce da una esigenza "più spettacolare" e legata alle interpretazioni delle cantanti,spesso bisognose di trasmettere forti cariche di energia. Un chiaro esempio di questo, spiega sempre Simone Belli è stata Maria Nazionale: «Per lei la scelta di puntare sullo sguardo è stata immediata e quasi scontata. Si tratta di una donna dalla voce magica e carica di vibrazione che non poteva non essere accompagnata da uno smoky eye materico ma rigorosamente sfumato. Il trucco deve essere il completamento di una sinfonia e non una nota stonata!».

Quindi lo smoky eye va bene qualunque età?
«Se realmente di smoky si tratta, allora sì. Peccato che spesso si tenda a confonderlo con occhi neri pesti e troppo strutturati! La regola, in ogni caso, è che ogni donna ha una sua fisiognomica e suoi colori. Basta semplicemente assecondarli e il gioco è fatto, ecco che lo smoky diventa una tecnica adatta a tutte».

Chi decide il look, make up artist o cantante? O insieme e in quale percentuale?
«Solitamente ci si sceglie, c'è fiducia e complicità. Per quanto riguarda il mio rapporto con Maria Nazionale posso dire che ho ascoltato i suoi brani e da quelli ho tratto ispirazione, entrando nel suo universo, catturandone l'energia e cercando di trasmetterla al make up delle diverse esibizioni. Ovviamente tutto viene studiato e provato nel dettaglio. Io, poi, preferisco fare delle foto e analizzarle oggettivamente ogni piccolo particolare».


«In definitiva posso dire che l'esperienza del Festival e' importante, per le tensioni che regnano nel backstage e l'ansia che costringe a non fermarsi mai», conclude Simone Belli.

DA STYLE.IT

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