Il decalogo della chirurgia estetica

di Alice Abbiadati 27 luglio 2012

Gli specialisti dell'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, mettono in guardia dai professionisti a cui rivolgersi, stilando le dieci regole del perfetto "ritocchino"

Alice Abbiadati

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Foto Corbis

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Che si tratti di viso, seno o mani, la chirurgia estetica è ormai un settore che fa gola a molti; ma quando si parla di professionisti a cui rivolgersi, gli specialisti Aicpe, Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, mettono in guardia da chi non ha le credenziali per lavorarci.

Secondo il vicepresidente dell'Aicpe, Mario Pelle Ceravolo, «Molti medici offrono prestazioni di chirurgia plastica senza averne i requisiti o propongono trattamenti chirurgici in strutture non adeguate o non autorizzate. I pazienti devono prestare molta attenzione nella scelta del chirurgo, senza fidarsi solo dei messaggi pubblicitari: si rischia non solo di non essere soddisfatti dei risultati, ma anche di subire gravi danni. Gli intervanti di chirurgia estetica solitamente comportano un basso rischio e possono essere eseguiti con tranquillità e sicurezza; perché ciò avvenga tuttavia, è fondamentale che sia l'operatore sia l'ambiente siano adeguati, anche quando si tratta di procedure apparentemente semplici».

Da qui nasce un decalogo per il paziente, attraverso il quale possa essere guidato nella scelta del medico a cui affidarsi, per un "ritocchino" sicuro e soddisfacente.

Il primo passo è verificare le credenziali del medico a cui ci si rivolge, perché in Italia si conta un numero di 5.000 medici che praticano la chirurgia estetica, tra ufficiali, non ufficiali e abusivi. Gli unici di cui fidarsi, sono quelli specializzati in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ossia chi dopo la laurea in Medicina, ha frequentato per cinque anni una scuola di specializzazione universitaria o per chi ha maturato un'esperienza comprovata e verificata nel settore. Un altro criterio per scegliere lo specialista adatto, sono proprio le attività ospedaliere o l'accreditamento nelle due società scientifiche italiane, Sicpre e Aicpe.

Il secondo passo è informarsi sulle strutture dove vengono eseguiti gli interventi, che devono essere ufficialmente autorizzate; punto tre è diritto del paziente ottenere notizie sui materiali utilizzati, come protesi o fillers, assicurandosi che la la qualità sia comprovata e prodotta da aziende certificate.

Il quarto passo è quello di leggere il consenso informato, presentato ai pazienti per qualunque tipo di terapia, e chiarire eventuali punti con il medico. Verificare come quinto punto il preventivo dei costi, chiarendo le perplessità su eventuali spese aggiuntive. Professionalità e sicurezza hanno un costo; per questo bisogna diffidare da prezzi troppo bassi o di sconti, perché si tratta di un risparmio ad alto rischio.

Numero sei, informarsi sull'equipe chirurgica, soprattutto sull'anestetista, che ha un ruolo fondamentale nella sicurezza dell'intervanto e sulla tranquillità del paziente. Punto sette, attenzione a chi pubblicizza la prima visita gratuita, che serve allo specialista per ascoltare i desideri del paziente, osservarlo ed esaminare a fondo la situazione clinica e le possbilità di trattamento. Punto otto, il medico deve fornire tutte le informazioni complete sull'intervanto proposto, dai tempi di convalescenza alle possibili controindicazioni, dando al paziente la possibilità di fare domande.

Punto nove, la possibilità di vedere immagini pre e post operatorie che, con l'uso di programmi al computer adeguati per la simulazione, potrebbero essere importanti per migliorare la comprensione dei risultati. Punto dieci, ricordarsi di valutare, oltre ai titoli e all'esperienza di un chirurgo, quelle caratteristiche umane non sottovalutabili quali il senso di responsabilità, la personalità e l'onestà. Un buon feeling fra medico e paziente è un requisito indispensabile per instaurare un rapporto valido, capace di dare soddisfazioni reciproche ed evitare brutte sorprese.

 

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