Il lato B? Lo voglio come JLo

di Simona Marchetti 

Questo sembrano dire le donne secondo la British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, che registra un aumento di richieste per l'ingradimento del lato B rispetto alle liposuzioni. E il modello di riferimento è lei, Jennifer Lopez e il suo ormai leggendario lato B

Simona Marchetti

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Stranezze beauty: una volta le donne ricorrevano in massa alla liposuzione per eliminare ogni rotolino di ciccia, soprattutto se depositata sul fondoschiena; oggi, invece, che è tornato in auge il posteriore voluminoso alla Jennifer Lopez, dal chirurgo ci si va per il motivo opposto, ovvero per farsi iniettare il grasso proprio lì.

Risultato: per la prima volta nella storia della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons (BAAPS) le donne che hanno scelto di aumentare artificialmente le loro curve tramite iniezioni di grasso prelevato da qualche altra parte del corpo hanno superato quelle che hanno invece optato per la loro riduzione, con un aumento in percentuale addirittura del 13per cento, a fronte di una riduzione del 14per cento delle liposuzioni.

Ma il crollo di queste ultime potrebbe anche essere un trend assai meno modaiolo di quanto si pensi, ovvero causato dalla recessione, che spinge a scegliere soluzioni dimagranti meno dispendiose di un'operazione chirurgica. Insomma, meglio la palestra del chirurgo.

«La procedura per il trasferimento di grasso nel corpo si fa da almeno 70 anni - spiega Michael Cadier, presidente della BAAPS, al Daily Mail - ma oggi le tecniche sono migliorate moltissimo e seguendo il trend che arriva dagli Usa, capita sempre più spesso che le pazienti mi chiedano di aumentare il loro fondoschiena prelevando il grasso da iniettare nel posteriore da qualche altra parte del corpo».

Fra l'altro, farsi fare il ritocchino sul lato B (o laddove sia necessario rimpolpare dei contorni un po' flaccidi) usando la propria ciccia è anche più sicuro - o almeno così giurano gli esperti - rispetto ad altri interventi riempitivi che implicano invece l'utilizzo di composti di vario tipo e non sempre di sicura provenienza.

E l'eco dello scandalo delle protesi francesi PIP, con il silicone industriale spacciato per quello estetico e usato quindi al suo posto, è ancora troppo recente per poter essere dimenticata.

Non a caso, lo scorso anno il numero d'interventi di mastoplastica additiva ha conosciuto una leggera battuta d'arresto (da 10.015 a 9.854, con una diminuzione dell'1,6per cento), anche se tale tipo di operazione resta sempre la più diffusa di tutte.

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DA STYLE.IT

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