Audrey Hepburn: naso grande, piedi enormi e seno piccolo

di Simona Marchetti 

Così pare si vedesse la divina attrice. A dirlo è il figlio Luca Dotti, in occasione della presentazione del libro Audrey in Rome, che rivela che la Hepburn era convinta di avere il naso grosso e i piedi enormi e pensava di essere troppo magra e di non avere abbastanza seno

Simona Marchetti

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In genere, quando una celebrità confida ad una rivista di sentirsi brutta a dispetto dell'unanime consenso planetario alla sua beltà, il primo pensiero delle comune mortali è che sia tutta una posa per farsi invece ripetere quanto in realtà sia stupenda.

Ma se l'insicura di turno è addirittura un mito come Audrey Hepburn e a raccontarne le debolezze è nientemeno che il figlio minore della diva che ha fatto dei tubini neri e degli occhiali oversize un segno inconfondibile di stile, ecco che la rivelazione assume un significato diverso da una semplice captatio benevolentiae, regalandoci l'immagine di una donna come tante, che si vedeva con un mix di difetti fisici tali «che quando si guardava allo specchio diceva di non capire cosa ci vedesse di bello la gente in lei», spiega Luca Dotti all'edizione Usa di Vanity Fair.

A detta del 43enne figlio dell'attrice di Colazione da Tiffany, la celebre madre «era convinta di avere un naso grosso e piedi enormi e pensava di essere troppo magra e di non avere abbastanza seno, ma in realtà lei per me era assolutamente perfetta».

E a dimostrarlo ci sono le circa 200 foto (molte delle quali inedite) del libro Audrey in Rome (disponibile su Amazon a partire dal 16 aprile a 16,98 dollari) che ritraggono la Hepburn in giro per l'adorata Roma, dove ha vissuto dopo il secondo matrimonio con il padre di Luca, lo psichiatra Andrea Dotti.

«Mia madre non ha mai fatto una vita appartata, ma era parte della città , infatti la conoscevamo tutti e non a caso moltissime foto sono state prese per strada, anche se a volte indossava sciarpe ed occhialoni per non farsi riconoscere e andare a fare la spesa senza avere la coda di gente che la seguiva».

Se pensa a mamma Audrey, il ricordo di Dotti è legato in particolare al profumo dei fiori d'arancio di cui è impregnata l'aria di Roma in primavera («scherzavamo sempre sul fatto che entrambi avessimo un ottimo olfatto») mentre il rammarico più grande è che la Hepburn non abbia conosciuto i nipotini «perché so che sarebbe stata una nonna fantastica».

DA STYLE.IT

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