Italia, non è un paese per vecchi

di Maria Maccari 

Aumentano gli interventi di medicina estetica e calano quelli di chirurgia. Italiani più poveri ma sempre attenti alla bellezza e "vittime" di filler e punturine. E' quanto emerge da un sondaggio condotto su 255 chirurghi estetici in tutta Italia. E per fare fronte alla crisi, sì a creme e prodotti anti-rughe

Maria Maccari

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I numeri parlano chiaro: secondo i dati dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) raccolti da un sondaggio realizzato su 255 chirurghi plastici in tutta Italia, gli interventi di chirurgia estetica nel 2012 hanno registrato un calo del 10-12 per cento. Al contrario la medicina estetica, che già nel 2011 aveva fatto registrare un aumento del 7-9 per cento, è in continua crescita, con un aumento lo scorso anno del 10-12 per cento, con 170 mila interventi effettuati dei quali 49 mila circa riguardavano iniezioni di acido ialuronico.

«Il quadro che emerge riflette il momento di crisi che il paese sta attraversando: calano gli interventi di chirurgia, più duraturi ma più costosi e aumentano quelli di medicina. Ma nel complesso per gli italiani la bellezza rimane un elemento importante, al quale viene dedicata molta attenzione», sostiene Giovanni Botti, Presidente Aicpe.

Tra gli interventi più praticati al primo posto la liposuzione, seguita dalla blefaroplastica, l'intervento alle palpebre che ringiovanisce lo sguardo. Al terzo posto il trapianto di grasso autologo, che prevede l'innesto di grasso prelevato da una parte del corpo in un'altra. «Piace perché consente di ottenere risultati naturali utilizzando tessuto proprio e non sostanze di sintesi o protesi», prosegue il dott. Botti.

Per quel che riguarda la medicina estetica, la sostanza più utilizzata si conferma l'acido ialuronico (+ 24,5 per cento) seguita dal botulino (+ 15, 6 per cento). Giovanni Botti registra una sorta di resistenza da parte degli italiani verso il botulino, probabilmente dovuta a scorretta informazione, sostiene.

L'Italia, insomma non è un paese per vecchi e lo conferma anche la crescita delle vendite dei prodotti per la cura del viso, secondo Markup: creme e antirughe registrano un valore intorno ai 465 milioni di euro, circa il 37 per cento dell'intero settore. Accanto a creme & co. c'è tutto il settore medicina estetica con filler e "punturine": si registrano circa 137 tipi di diversi di filler per un totale di due milioni di iniezioni l'anno.

La dipendenza è in agguato, però. L'allarme lanciato dai medici estetici in tal senso è chiaro: troppi interventi peggiorano l'aspetto. Lo conferma il prof. Mario Dini, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. E porta l'esempio dell'ex modella Janice Dickinson, oggi 58enne che, a furia di ritocchino ha perso i lineamenti originari, mostrando più della sua età.

E sulla stessa strada era incamminata Nicole Kidman che, per sua fortuna, qualche tempo fa ha ammesso di essersi pentita del ricorso massiccio al botulino, tanto che i lineamenti del volto stavano subendo una sorta di modificazione con ricadute sul suo lavoro. Basta guardare queste foto in cui appare al Gala Amfar accanto a Sharon Stone per rendersi conto di quanto un volto non "toccato" da interventi e punturine appaia più naturale di uno invece che vi si è sottoposto. Sharon Stone, capace ancora di ridere mostrando le proprie rughe e una mobilità decisamente maggiore rispetto a quella di Nicole.

Se per circa il 45 per cento della popolazione femminile italiana le rughe rappresentano un problema perché rivelatrici dell'età, dunque, per l'attrice Sharon Stone pare non esserlo. Voi che ne pensate? Meglio un volto in grado di mostrare rughe e mobilità o uno più "fisso" ma anche più spianato?

Vedi anche: Facce da botox >

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