Angelina Jolie, scelta coraggiosa?

di Maria Maccari 

L'attrice è tornata in pubblico dopo l'operazione di rimozione volontaria dei seni nel tentativo di scongiurare il cancro al seno. In splendida forma e accompagnata da Brad Pitt, vi chiediamo se condividete la scelta

Maria Maccari

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Ha destato scalpore, qualche giorno, l'annuncio da parte di Angelina Jolie di essersi fatta asportare entrambi i seni per scongiurare il pericolo cancro. «Mia madre ha lottato contro il cancro per un decennio ed è morta a 56 anni. Ha avuto il tempo di tenere in braccio i miei figli, ma loro non avranno mai la possibilità di conoscerla». Così l'attrice ha esordito in una lettera-testimonianza scritta al New York Times.

«Ho cercato di spiegare loro il motivo per il quale non c'è più e mi hanno chiesto se la stessa cosa potrà accadere anche a me», prosegue l'attrice nella sua lettera. «Li ho rassicurati, ma la verità è che sono portatrice di un "gene difettoso", BRCA1, che aumenta notevolmente il rischio che io mi ammali di cancro al seno e alle ovaie. I medci dicono che ho l'87 per cento di possibilità di ammalarmi al seno e il 50 alle ovaie. Una volta saputo questo, ho deciso di sottopormi a una doppia mastectomia e di reagire così al rischio».

Nel corso della lettera la Jolie spiega l'iter che l'ha portata all'operazione, dagli esami iniziali all'operazione vera avvenuta in marzo. «Sto scrivendo questa testimonianza - continua - perché spero possa aiutare altre donne nella mia condizione, perché la parola cancro incute molta paura e un grande senso di impotenza».

Il tutto è durato nove settimane e il risultato, spiega, può anche apparire naturale e in ogni caso le possibilità che possa sviluppare il cancro, afferma lei stessa, si sono ridotte fino al 5 per cento. L'attrice poi ringrazia il compagno, Brad Pitt, per esserle stata sempre accanto e che in queste foto vediamo felice accanto a lei.

«La vita ci mette davanti a molte sfide - conclude l'attrice - ma ci devono spaventare quelle che non possiamo affrontare prendendone il controllo».

Che ne pensano i medici di questa vicenda? Secondo il prof. Renato Calabria, membro dell'American Society of Plastic Surgery e docente presso il Department of Plastic Surgery alla University of Southern California, «è una scelta condivisibile, non è assurda o azzardata, data la familiarità genetica di Angelina Jolie si trattava solo una questione di tempo e le si sarebbe sviluppato il tumore, quindi prima o poi avrebbe dovuto affrontarlo. L'intervento cui si è sottoposta ha consentito di preservare la cute e anche il capezzolo». Anche l'operazione, secondo il dott. Calabria, non è così "spaventosa" come potrebbe apparire: «E' stata eseguita la cosiddetta "nipple delay", un'incisione attorno alla zona per migliorare la vascolarizzazione in vista della mastectomia vera e propria. In un terzo momento sono state immesse delle protesi in espansione nel giro di 4-6 settimane in modo che la pelle del seno si tenda, per poi inserire quelle definitive».

Il dott. Calabria ritiene che la Jolie avesse già delle protesi al seno, data la magrezza e la floridezza dello stesso. Ma trova comunque importante questa scelta e la testimonianza che ne è seguita: «L'ammissione della Jolie è comunque un fatto importante perché dà certamente coraggio alle persone cui è stato diagnosticato precocemente un tumore. Il test genetico è ancora molto costoso, circa 3-4000 dollari, e non coperto da assicurazione e la battaglia da condurre è fare in modo che ciò accada».

DA STYLE.IT

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