Francis Kurkdjian ci racconta la nuova fragranza Carven

di Chiara Da Col 

E non solo: abbiamo incontrato il famoso perfumer in occasione del lancio in Italia della fragranza Carven da lui realizzata. Ecco cosa ci ha raccontato.

Chiara Da Col

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Nella cornice di 10 Corso Como, iconico concept store milanese, è stato presentato il nuovo profumo firmato Carven, brand francesce che le fashion addicted come le amanti della grande tradizione dell'haute couture non possono non conoscere.
Una novità sul mercato italiano, ma non una novità in fatto di profumeria: risale infatti al 1946 "Ma Griffe", il primo profumo voluto da Madame Carven (seguito nel 1957 dal maschile Vetiver), che oggi alla verenanda età di 104 anni ha lasciato la direzione del marchio al talentuoso Guillame Henry.

Sotto la guida di Henry nasce quindi la nuova fragranza Carven, espressione della donna che identifica il marchio oggi. Per realizzarla il giovane designer ha chiesto la collaborazione di un grande perfumer, il naso franco-armeno Francis Kurkdjian, creatore di fragranze iconiche come Le Male per Jean Paul Gaultier o For Her, il celebre bouquet Narciso Rodriguez.
Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo, ed ecco cosa ci ha raccontato a proposito di  questo nuovo progetto, e non solo...

Qual'è l'ispirazione che ha portato alla creazione di Le Parfum?
E' una traduzione di ciò che Guillame Henry sta facendo con la moda Carven, è la traduzione dello spirito di una femminilità fresca, moderna e contemporanea con un che di sofisticato. E' una dimostrazione di come ciò che è sofisticato possa essere comunque accessibile a tutte.

E' una fragranza dedicata a quale tipo di donna? A una donna più o meno giovane, a un ideale di donna in particolare?
Per me l'età, se una è una donna giovane o meno, non significa nulla. Di solito funziona così: le donne giovani vogliono sembrare più grandi, le signore vogliono sembrare giovani ragazze. Quindi essere o meno giovani credo sia solo una questione di testa, anche nella scelta di un profumo. Ho incontrato la signora Carven che oggi ha 104 anni ma nella mente e nello spirito è ancora molto giovane. E' un profumo per tutte, come per la moda Carven, contano la personalità, il carattere.

Parliamo del tuo lavoro, quello del profumiere: come e perchè hai deciso di intraprendere questa strada?
E' successo per chance e anche per sbaglio se lo vogliamo dire...

E per talento!
Mah, il talento è un'altra cosa: io ho scelto di fare il profumiere perché ci sono caduto seguendo i miei desideri, cercando di diventare ciò che volevo essere da ragazzo. Volevo fare il ballerino e dopo questo un couturier, un designer di moda ma a quanto pare non avevo il profilo adatto per accedere a quelle scuole.
Allora ho fatto domanda alla scuola per profumieri e sono stato preso. Per riuscire è tutta questione di lavorare, lavorare e lavorare.

Per molte persone il profumo è come un accessorio: c'è chi lo indossa come indossa un gioiello, lo cambia secondo le tendenze. Per te cos'è?
No, il profumo è molto di più. Una collana ad esempio te la può prestare tua madre, te la può regalare tuo padre, la puoi indossare una volta o anche di più e poi lasciarla lì, è diversa da un profumo. Un profumo lo annusi, chiudi gli occhi e nella tua mente si viene a creare tutto un mondo.

E' più una parte di noi stessi...
E' un dettaglio intimo e profondo, intenso in termini di emozioni. Non c'è niente di comparabile ad esso.

Qual'è la materia prima con la quale preferisci lavorare? Quella che ami di più per le tue fragranze?
Non saprei, non ho un ingrediente preferito perché credo che l'ingrediente fine a se stesso non sia importante.Cò che importa è quello che fai con esso, è come per un ballerino: il movimento in sè non ha un significato, non importa, importa il perché lo fai. Il perché fai una cosa o perché scegli o meno un ingrediente, il gelsomino o la lavanda, questo è l'importante. La lavanda da sola beh, non ha molta importanza.

Tu hai creato profumi che hanno fatto storia: posso chiederti quale tra questi ricordi con maggiore affetto o quale addirittura preferisci?
Non è possibile dirlo per me perché penso che in questo lavoro si arrivi a un punto per cui quello che hai fatto in passato non conta. Devi sempre considerare che ciò che hai fatto in passato non è buono: il giorno in cui sarò orgoglioso di ciò che ho fatto credo sarà il giorno in cui smetterò di fare questo mestiere.
Se non pensi di poter fare meglio di ciò che hai già fatto in passato, è meglio smettere.

C'è un odore che ti ricorda un particolare momento della tua vita, ad esempio la tua infanzia?
Sì, assolutamente: ho una casa in campagna, una casa di famiglia nella quale passavo l'infazia e alla quale sono legati molti ricordi anche olfattivi. Uno su tutti l'odore dei biscotti, che io adoro. E' il miglior odore che c'è.

DA STYLE.IT

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