Chanel N.5: storia di un mito

di Maria Maccari 

Più che un profumo un'icona dal successo intramontabile e senza tempo. Il più venduto al mondo fin dagli anni '20, il mitico N°5 viene celebrato a Parigi da una mostra che ne esalta la forza dirompente rispetto all'epoca di cui catturò lo spirito rivoluzionario, diventandone l'espressione olfattiva

Maria Maccari

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Pare se ne venda un flacone ogni 55 secondi e che sia stato eletto, in un sondaggio, "il profumo più sensuale del mondo". Parliamo di Chanel N.5, detto anche Le Monstre, un mito intramontabile e senza tempo che lo stesso Jacques Polge, creatore dellle fragranze Chanel dal 1979, ha definito: «L'unico esempio di profumo che acquista un carattere di singolarità con il passare del tempo».

Il profumo dei record, dunque, che a quasi un secolo di vita non accenna a diminuire nella sua importanza e nel suo valore e che anzi, anno dopo anno, vede aumentare fascino, esclusività e mistero.

Non per nulla, Chanel N.5 è l'unica fragranza femminile ad essersi concessa un testimonial uomo. Da qualche mese, infatti, Brad Pitt presta il volto a quello che la stessa Coco Chanel definì: "un profumo da donna dall'odore di donna", lussuoso e seducente. Ultimo, Pitt, di una serie di testimonial che hanno incarnato, nei vari decenni, le diverse anime di questo profumo e che nello stesso tempo hanno tratto fama e onore dal ruolo di testimonial: da Catherine Deneuve, volto perbene e trasgressivo degli anni '70 a Carole Bouquet negli '80, da Estella Warren "cappuccetto rosso" a Nicole Kidman sulle orme del passato "oscuro" di Coco Chanel, fino a Audrey Tautou e oggi Brad Pitt.

Ma qual è il segreto del mito? Cosa lo rende così unico e speciale rispetto ad altre fragranze altrettanto longeve e quasi mitiche, ma non del tutto o almeno non così caratterizzanti e caratterizzate?

La cosa risulta essere per certi versi un mistero. Certo fin dalla nascita nel lontano 1921 Chanel N.5 si è posto come fenomento di rottura. Quella era l'epoca delle avanguardie artistiche, del fermento culturale che portò proprio Chanel N.5 a diventare il manifesto olfattivo dello spirito creativo di quel tempo.

Ma non è tutto, perché Coco Chanel quando maturò l'idea di creare una propria fragranza lo fece con uno slancio del tutto innovativo, avendo ben chiaro cosa volesse creare e per chi. Un profumo che non assomigliasse a nessun altro, una creazione artificiale, volutamente tale e differente da quelle allora in voga, che marcasse la differenza tra le brave ragazze che sapevano di fori e le vere seduttrici "dall'odore di donna". Un profumo opulento ma che sapesse di pulito.

Fortuna volle che incontrò la persona giusta in grado di realizzare i suoi propositi, il profumiere Ernest Beaux, già naso alla corte degli zar, che si mise subito al lavoro portando avanti il progetto cui si dedicava da tempo, lavorare con le aldeidi, sostanze sintetiche fino allora poco usate in profumeria. Risultato: Chanel N.5, un concentrato assoluto di femminilità che sconvolse per sempre il mondo delle fragranze, una composizione astratta con 80 componenti in cui i fiori più pregiati vengono esaltati dalle aldeidi. Il N.5 da allora impone un vocabolario olfattivo nuovo che segna uno spartiacque e in cui le materie prime naturali e gli elementi sintetici si mescolano armoniosamente.

Oggi, a quasi un secolo di distanza, Chanel N.5 viene celebrato a Parigi da una mostra "N.5 Culture Chanel", dal 5 maggio a 5 giugno al Palais de Tokyo. Curata da Jean Louis Froment, cerca di svelare il mistero di questo profumo e i legami con l'epoca in cui venne creato, con le correnti avanguardiste che la caratterizzarono.

DA STYLE.IT

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