La crisi economica fa diventare calvi, parola di Fabio
Rinaldi, docente presso La Sorbona e
dermatologo a Milano. Il Dottore a capo dell'IHRF,
fondazione di ricerca per patologie sui capelli, ha
anilizzato gli effetti dello stress da disoccupazione e l'impatto
dell'impoverimento collettivo proprio sulle nostre...
teste!
Lo stress e i conseguenti sintomi psicosomatici dovuti alla crisi
economica, provocherebbero infatti malattie legate all'eccessivo
nervosismo, come le patologie cutanee di origine
autoimmune e la calvizia, che a oggi ha
una maggior incidenza del 15% rispetto a
prima.
Su un campione di 634 pazienti adulti che hanno
subito la perdita di lavoro, tra cui il 62% delle donne e il 38%
degli uomini, è emerso l'aumento di molte malattie della pelle come
la psoriasi, la dermatite
seborroica, l'alopecia areata e
la perdita dei capelli.
«La pelle e i capelli -spiega il Dott. Rinaldi- sono tra gli organi
più sensibili a queste modificazioni, per la loro necessità di alta
energia alle cellule e di bilancio delle difese anticorpali. E la
ricerca dell'IHRF ha in effetti evidenziato che persone sottoposte
allo stress, derivante dalla perdita del lavoro e dall'incertezza
del futuro, sono soggetti a un netto aumento di molti sintomi di
patologie cutanee più o meno gravi, tra cui la perdita di capelli.
È indispensabile intervenire per fronteggiare qualsiasi patologia
originata da stress, dallo yoga, alla psicoterapia o ai
tranquillanti. E' fondamentale inoltre una valutazione
dermatologica per verificare l'importanza della patologia cutanea e
predisporre una terapia adeguata. Nel 70% dei soggetti esaminati,
infatti, la risoluzione dei sintomi cutanei ha contribuito a
ridurre i livelli di stress».
E se crisi e calvizia sembrerebbero andare di pari passo, l'ultima
preoccupazione degli uomini dovrebbe proprio essere quella di non
piacere all'universo femminile; secondo una ricerca condotta dall'Associazione Donne e
Qualità di Vita, è infatti emerso che le donne italiane trovino
gli uomini calvi decisamente sexy e virili, mettendoli addiruttura
al terzo posto dopo riccioluti e capelloni!