Primarie PD: vince Renzi, grazie alla pelata (di Bersani)

di Maria Maccari 

Alla vigilia del voto per le Primarie del PD, i tricologi sono pronti a giurarci: una bella chioma rassicura il cittadino e anche il duello tra i candidati alla presidenza del PD sarà influenzato dalla cura dell'immagine, con l'avvenente Renzi avvantaggiato rispetto allo stempiato e un po' datato Bersani

Maria Maccari

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«Il potere è nei capelli, una chioma curata cambia gli equilibri alle urne». Addirittura? Ad affermarlo è il dott. Fabio Rinaldi, docente alla Sorbona e presidente della Fondazione IHRF - International Hair Research Foundation.

E questo sarebbe il motivo per il quale domenica prossima, durante il ballottaggio per le Primarie del PD, a spuntarla sarebbe proprio il "capellone" Matteo Renzi. La testa quasi calva di Pierluigi Bersani, secondo il dott. Rinaldi, non sarebbe altrettanto appealing e il perché è così motivato: «La tendenza tra i pazienti vuole Renzi favorito proprio grazie al suo aspetto, che facilita la percezione di una persona giovane, vitale ed energica, confermando che, specie nei momenti di confusione politica, l'immagine e la quantità di capelli possono davvero spostare i voti. Questo accade soprattutto all'elettorato femminile: gli uomini accettano più facilmente un aspetto trasandato, le donne no».

I capelli come punto di forza effettivo capaci di spostare gli equlibri politici. Ci avremmo mai pensato? Sinceramente no. Eppure l'interesse intorno alla "criniera" dei candidati è spesso stato al centro degli studi di ricercatori, esperti di mass media e analisti dell'opinione pubblica, soprattutto se si pensa allo scenario americano.

I presidenti Usa, in effetti, sono quasi tutti dotati di chiome fluenti, a cominciare dal ciuffo di Ronald Reagan. Per trovare un presidente calvo che abbia battuto un rivale capelluto - fa notare il quotidiano inglese Telegraph - bisogna risalire addirittura al 1880, a James Abram Garfield. Addirittura il "taglio JFK" è diventato famoso grazie al discorso pronunciato da Kennedy in occasione del tradizionale giuramento, durante il quale il presidente aveva suggerito ai suoi elettori di "andare a farsi il pelo al Park Lane Hotel", diventando di fatto il miglior testimonial di un altrimenti sconosciuto barbiere italo-americano. E ancora Mitt Romney, durante i dibattiti che precedettero le presidenziali del 2008, aveva intimato al collega Mike Huckabee di "non toccargli i capelli.

E in Italia? Davvero i capelli di Matteo Renzi risulteranno i veri vincitori alle Primarie? A giudicare dal risultato del primo turno, qualche dubbio a noi sorge... 

E ancor più sorge guardando la gallery con i "calvi" più famosi e affascinanti.

DA STYLE.IT

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