
Il dott. Franck e la Cosmetic SugeryLo vedi e non gli daresti mai i suoi 43 anni. Il fisico asciutto, la pelle senza nemmeno un segno, sembra la pubblicità vivente di se stesso e del suo mestiere, dermatologo, fondatore e direttore dell’Istituto The Fifth Avenue Dermatology Surgery & laser Center, a New York. E’ Paul Jarrod Franck, che abbiamo incontrato in occasione del lancio di Equinol, concentrato attivo contro le macchie scure della pelle, l’ultima novità del marchio GoodSkin Labs di cui il dott. Franck è consulente dermatologo.
Abbiamo approfittato dell’occasione per chiedergli del suo lavoro e della sua collaborazione Iniziamo subito a chiedergli della cosmetic surgery, un fenomeno che si sta espandendo e che prevede l’utilizzo di prodotti cosmetici, creme e filler, come aiuto indispensabile nei trattamenti di microchirurgia. Come un prodotto cosmetologico può intervenire su problematiche curate solitamente dalla medicina estetica? «In effetti non si possono sostituire i prodotti cosmetici ai trattamenti, ma questi possono contribuire ad apportare un miglioramento a livello topico. Fermo restando che l’obiettivo è di evitare sempre più la chirurgia invasiva».

EquinolCome ha contribuito alla formulazione del nuovo prodotto, Equinol?
«Il mio lavoro con GoodSkin Labs è di tipo concettuale, guido nel processo di informazione su ciò che i consumatori vogliono. Aiuto a cogliere le esigenze dei consumatori per poi trasferirle a chi formula i prodotti».
Ci sono invece casi in cui sconsiglia un intervento perché magari i trattamenti cosmetici possono servire e bastare allo scopo? In quali casi una crema può diventare altrettanto efficace?
«Assolutamente sì, soprattutto quando parliamo di discromie cutanee, le cosiddette macchie, che magari insorgono in soggetti particolarmente sensibili al laser. Laser che consiglio comunque ma preceduto dall’utilizzo di trattamenti topici. Lo faccio anche con persone dalla pelle scura, ispanici, afroamericani, nativi americani, parto sempre con il consigliare un trattamento cosmetologico. I prodotti sono sempre esistiti, ma non erano così sicuri come quelli di oggi, non davano abbastanza certezze in relazione alla tossicità e alla possibilità di irritazioni, cosa alla quale si è cercato di ovviare con quelli di nuova generazione, che possono essere usati a lungo e con sicurezza».

La collaborazione con GoodSkin LabsCosa l’ha spinta a scegliere proprio il marchio GoodSkin Labs?
«Ho deciso per loro perché producono cosmetici mirati, fornendo soluzioni reali per specifici problemi. Molte marche si occupano di troppi aspetti, io invece voglio focalizzare la mia attenzione su un unico punto, voglio che i problemi del consumatore siano risolti in maniera rapida ed efficace senza troppe dispersioni. Mi piace la semplicità e poi penso che il settore skin care sia invaso da troppi prodotti. Inoltre, cosa non meno importante, ritengo che le donne non debbano spendere una fortuna per curarsi. GoodSkin Labs utilizza livelli tecnologici molto alti con un prezzo del tutto accessibile e risparmiare sui prodotti permette poi di potersi concedere qualche intervento dermatologico anche se non si hanno grosse possibilità economiche. Questo vale per tutti paesi. Poi occorre convincere le persone che per vedere dei risultati occorre aspettare del tempo, almeno 12 settimane. E questa è la mia missione e anche il mio approccio al mio mestiere di dermatologo».
I trattamenti più richiestiIn questo momento quali sono i trattamenti più richiesti?
«Il 30-40 per cento dei miei pazienti richiedono botox e filler. Dopodiché segue il laser per macchie e luminosità. Adesso, grazie alla tecnologia che sta facendo passi da gigante, è in aumento la richiesta di rimozione del grasso senza intervento chirurgico, attraverso diverse tecnologie, tra cui l’ultrasuono che penetra nel derma senza creare danno alla superficie, riuscendo a eliminare un ampio strato di grasso molto localizzato, però. Chiedono anche molte liposuzioni e sempre richiestissimi sono gli ultrasuoni».
Richieste particolariL’età si sta abbassando? E gli uomini? «Io non sono chirurgo plastico ma dermatologo, non faccio lifting e molti pazienti vengono da me intorno ai 30 fino ai 40 per la prima volta. Se a 65 anni qualcuno si presenta da me, lo mando dal chirurgo plastico. Penso che piccoli interventi prolungati nel tempo a partire dai 30 anni diano poi risultati migliori con gli anni. Quindi non è tanto questione del cosa si fa, ma del come lo si fa».
Ci sono richieste particolari? Assomigliare a un personaggio magari…
«No, più che altro mi chiedono di non assomigliare a qualcuno in particolare, tipo la casalinga di Beverly Hills. Negli Usa ci sono molti cattivi esempi di quello che viene fatto nel mio settore. A Los Angeles ci sono labbroni e cose del genere. Il miglior intervento cosmetico è quello che non si nota».
Rischi sì o no?Recentemente in Europa, a iniziare dalla Francia, sono stati messi al bando alcuni trattamenti come cavitazione, mesoterapia, lpg, laser e infrarossi. Lei cosa pensa pensa dell’iniziativa? Davvero simili interventi possono comportare dei rischi per la salute o si tratta di ingiustificata demonizzazione?
«Il fatto che lavoriamo su prodotti a uso topico che siano sicuri è perché qualsiasi intervento ha delle controindicazioni e può causare dei rischi. Negli usa sono stati vietati trattamenti con il laser e affini da parte di non professionisti, come estetisti. In realtà penso che questo tipo di trattamento se realizzato da professionisti, come chirurghi estetici o specialisti, sono comunque sicuri».