Pausa pranzo? Mai saltarla

22 dicembre 2009 
di C.L.
<p>Pausa pranzo? Mai saltarla</p>
PHOTO ARCHIVIO CONDÉ NAST -

Saltare la pausa pranzo equivale a incoraggiare stili di vita scorretti e dunque può avere conseguenze negative per la salute. Nasce proprio per sensibilizzare sull'importanza del pasto di mezzogiorno il progetto Food che coinvolge sei Paesi (Francia, Belgio, Svezia, Repubblica Ceca, Spagna e Italia),  è promosso dall'Unione Europea con Accor Services e conta tra i partner Ministeri della salute, Centri di ricerca, atenei (come l'Università di Perugia per l'Italia) e i nutrizionisti dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran).

Food si rivolge ai lavoratori e ai ristoratori: ai primi fornisce consigli per affrontare al meglio il momento del pasto fuori casa, ai secondi informazioni per migliorare la qualità nutrizionale dei piatti proposti per la pausa pranzo.

«Pranzare è importante per ricaricare il fisico, soprattutto quando si lavora - spiega il nutrizionista Andrea Ghiselli dell'Inran-: esiste un calo fisiologico dell'attenzione tra le 14 e le 16, che non è necessariamente legato alla pausa pranzo, ma al ritmo sonno-veglia. Piuttosto, è fondamentale scegliere piatti equilibrati e sani, adeguati al proprio fabbisogno calorico e al proprio dispendio quotidiano di energie».

Una persona con un lavoro sedentario come la segretaria (che ha un fabbisogno calorico giornaliero intorno alle 1.700 kcal) o il bancario (2.100 kcal) dovrebbe scegliere un primo o in alternativa un secondo leggero, con contorno di verdure o un frutto. Chi invece fa un'attività fisicamente impegnativa, come ad esempio il muratore (2.500 kcal circa), può pranzare anche con primo, secondo, contorno e frutta.

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