La dieta della pasta

07 marzo 2008 
<p>La dieta della pasta</p>
PHOTO ARCHIVIO CONDÉ NAST -

Chi l'ha detto che per dimagrire bisogna dire addio alla pasta? E' la base della dieta mediterranea, ma anche il segreto per appagare l'appetito con gusto. Grazie alla sua composizione ricca di carboidrati che favorisce la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del buonumore e del benessere psicofisico. Più utile che mai in questo momento di cambio di stagione dove l'umore ballerino si fa sentire.

Per sfatare la sua fama di killer della dieta, basta fare quattro conti: con 60 g di spaghetti a pranzo e 50 g di pasta a cena, non si superano le 390 calorie ovvero un terzo dell'energia di cui abbiamo bisogno in un giorno. Questo significa che, volendo, si può mangiarla anche due volte al giorno.
Non bisogna, però, solo valutare l'aspetto calorico di un cibo per decretarne il "potere ingrassante". Occorre conoscere anche l'indice glicemico che rappresenta la velocità con cui quell'alimento aumenta la glicemia e, di conseguenza, l'insulina (ormone che spinge a immagazzinare gli zuccheri sotto forma di grassi, piuttosto che a smaltirli!). La pasta di semola tradizionale ha un indice glicemico di circa 59 che, volendo, si può abbassare se viene cotta al dente e inserita in un pasto contenente proteine e grassi (pesce, carne o formaggio). Questi semplici accorgimenti consentono di non rinunciare al piacere della pasta anche tutti i giorni. Senza paura di ingrassare né impazzire con il calcolo maniacale delle calorie.

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