Aerobica: da Saranno Famosi a Madonna

18 gennaio 2010 
<p>Aerobica: da <em>Saranno Famosi</em> a Madonna</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Tutine aderenti e super-colorate, scaldamuscoli, fasce per polsi e fronte. Vi ricorda qualcosa questo look? Sicuramente gli anni '80 e l'aerobica. Nelle palestre impazzava la nuova moda proveniente dagli Usa e promossa da Jane Fonda, in televisione il telefilm Fame, in Italia Saranno Famosi, che proprio quest'anno compie 30 anni. Ci siamo chiesti se l'aerobica è ancora praticata nelle palestre e quanto ancora è seguita e abbiamo intervistato Sabrina Giola, personal trainer del centro Fitness First Cairoli di Milano.

L'aerobica è stata lanciata negli anni '80, lo trova un allenamento ancora attuale?
«Nelle palestre ci sono ancora corsi di aerobica, ma il fenomeno non è più quello degli anni '80 - afferma Sabrina Giola. Come tutte le attività ha fatto il suo ciclo, che ha avuto un apice negli anni '80, un calo negli anni '90 e oggi, dopo due o tre anni di vera crisi, si nota un lento riemergere».

Come era negli anni '80 l'aerobica?
«In quegli anni si ebbe un vero e proprio boom, un'esplosione sfociata in una sorta di "ossessione collettiva". L'aerobica era considerata la disciplina "caloria-killer" per eccellenza, con allenamenti massacranti, della durata di due o tre ore. Essendo poi un'attività indoor, eseguita in gruppo, si nutriva anche di tutta una serie di elementi che esulavano anche dalla mera attività fisica, una vera e propria moda collettiva, che trascendeva obiettivi e  risultati pratici. Si faceva aerobica per dimagrire ma anche per essere cool. A un certo punto tutto ciò ha iniziato a destare qualche sospetto in medici e comitati scientifici che hanno cominciato ad analizzare questo tipo di allenamento, mettendo in guardia dai rischi che comportava per l'apparato scheletrico e circolatorio, sovraccaricati di lavoro. Come controtendenza, e quasi per reazione, si sono pertanto sviluppate altre discipline, più legate alla consapevolezza di sé, alla propria interiorità, come lo yoga e il pilates: dal troppo movimento si è così passati alla quasi staticità».

Quali erano i "difetti" dell'aerobica anni '80?
«Le lezioni erano collettive, molto affollate e si cercava di adeguare l'allenamento a quella che era la preparazione media della classe. Gli allenamenti erano ad altissimo impatto e la quantità di ore davvero esagerata. Basti pensare che in una settimana le palestre avevano in calendario anche 12 ore, contro le 6 di oggi. Diciamo che mancava la giusta misura e la giusta percezione».

Oggi invece?
«Oggi si registra un ritorno a questo tipo di attività, legato anche al fatto che sono in aumento i casi di obesità e sovrappeso. Ma l'allenamento è diverso, si è trovato il giusto mezzo:  le basi restano, ma si è trovato il giusto equilibrio tra high e low impact. Si saltella meno e si cammina di più, prima c'era più staticità, più movimento sul posto, adesso gli spazi si sono ampliati, ci sono meno fasi di volo e più proporzione nei vari momenti di lavoro. E poi adesso si lagisce molto più sui muscoli per potenziare le fasi di movimento».

 

C'è oggi un'icona riconoscibile come nel passato?
«Personaggi come Jane Fonda, Sidney Rome, Lara Saint Paul hanno avuto, negli anni '80 il merito di diffondere questa disciplina, diventando delle vere e proprie dive, delle icone appunto. Negli ultimi anni Madonna nei suoi video ha un po' rilanciato l'immagine dell'aerobica come era negli anni'80, ma più che di icona oggi parlerei di un 'movimento', quello dei video musicali, della video dance, dei videoclip. Anche nei club il lavoro viene effettuato con un diverso approccio, più serio se vogliamo, meno glam. Posso affermare che anche l'aerobica ha risentito della "sobrietà" anni '90.

L'abbigliamento?
«Era fondamentale, era parte integrante di quel mondo e ha contribuito in maniera determinante a lanciare una precisa immagine. Tutti noi abbiamo in mente il prototipo di quel periodo: tutina in lycra dai colori accesi, cintura a segnare il punto vita, perizoma indossato sopra il body e poi gli accessori, fondamentali. Fascette per i polsi e per la fronte a trattenere la coda di cavallo e gli scaldamuscoli, irrinunciabili».

Oggi?
«Anche da questo punto di vista oggi le cose sono cambiate, malgrado Madonna e l'immagine vintage lanciata dai suoi video. Oggi l'aerobica è più vicina all'hip hop e al jazz, anche come movimenti. C'è più semplicità ed essenzialità, nelle linee e nei colori. Le forme sono aderenti ma anche ampie per pantaloni, maglie e felpe, come il movimento, più semplice e fluido. I colori sono più sobri, anche i pastello sono sfumati. Oggi, insomma, la parola d'ordine è: sobrietà e calma».

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