100 milioni di chili

07 gennaio 2010 
<p>100 milioni di chili</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Obiettivo per il 2010? Dieta, per smaltire i 2 kili di media che ciascun italiano ha messo su durante le feste appena concluse, secondo uno studio condotto da Coldiretti. Gli esperti interpellati indicano che sono state assunte dalle 15 alle 20 mila calorie in più circa, per l'effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici, insieme a bevande alcoliche, e della rinuncia ad alimenti fondamentali come frutta e verdura.

Da smaltire per gli italiani ci sono - precisa la Coldiretti - quasi 100 milioni di chili tra pandori e panettoni, 80 milioni di bottiglie di spumante, 20 mila tonnellate di pasta, 8 milioni di cotechini e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci, per un valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro, solo per pranzo di Natale e i cenoni di Vigilia e Capodanno. Oltre a tutto questo l'attività fisica è stata ridotta, rimpiazzata da lunghe soste a tavola. Cosa consigliano gli esperti?  Una dieta a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura e il consumo di molta acqua, il tutto accompagnato dalla ripresa di una regolare attività fisica.

Sempre secondo questo studio, valgono 2,8 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola da oltre venti milioni di famiglie italiane durante le festività natalizie. dato positivo rilevato è la crescita dei menu tradizionali made in Italy e una diminuzione delle mode esterofile, tanto diffuse in passato.

Meno caviale, ostriche e salmone, quindi, sulle tavole degli italiani, e più bollito, cappelletti in brodo, pizze rustiche. Il 2009 ha visto infatti rafforzata, sempre secondo Coldiretti, la tendenza alla riscoperta dei legami dei prodotti con il territorio e la riproposizione delle ricette del passato: dal cappone del Piemonte ai canederli del Trentino.

Menu e prodotti nazionali hanno visto circa un miliardo e cento milioni di euro per carne o pesce, 400 milioni per primi piatti e condimenti, 500 milioni per i dolci, 300 milioni per i vini e spumanti, 200 milioni per salumi e formaggi e 300 milioni per la frutta, fresca e secca.

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