Buongustai sì, esperti di carne no

15 ottobre 2010 
<p>Buongustai sì, esperti di carne no</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Pronti a mangiarla e attenti a controllare la regione di provenienza, ma scarsi nel riconoscerla e destreggiarsi tra le sue specifiche varianti (eppure convinti dell'esatto contrario): ecco cosa si può dire degli italiani a proposito del rapporto che hanno con la carne. A rivelarlo è il risultato di un sondaggio promosso dalla rivista "Vie del Gusto" e condotto online su un campione di 1250 persone - uomini e donne del nostro paese - di età compresa tra 18 e 55 anni.

In particolare, dall'indagine è emerso che al momento dell'acquisto, il 62per cento degli italiani controlla che la carne sia originaria del nostro paese e il 27per cento presta attenzione al taglio. A tanta cura nella scelta della carne, però, non corrisponde un'equivalente preparazione teorica sulle sue varianti. Sì, perché anche se quasi 3 italiani su 10 si reputano grandi esperti di carne, la realtà è un'altra e svela un quadro dove regna molta confusione. Più di quanta se ne possa immaginare.

Qualche esempio? Oltre il 25 per cento degli intervistati confonde manzo e vitellone. Per il 32 per cento, la tagliata è un tipo di poltrona e per il 16per cento un'azione calcistica. Per non parlare della chianina toscana: per il 10per cento corrisponde a una razza di cani. Le nozioni si fanno ancora più fumose se entrano in ballo termini stranieri. Solo il 23 per cento delle persone intervistate sa che l'angus è una razza bovina tipica della Scozia. Per il 31per cento è un formaggio valdostano e per 19per cento un cantante scandinavo. Passiamo all'asado, tipica carne di manzo argentina: lo conosce e identifica un consumatore su quattro. Per il 36per cento degli interpellati è una verdura orientale e per il 13per cento un partito sudamericano. E che dire dell'entrecôte? A sapere che corrisponde al classico controfiletto alla francese è il 25 per cento degli intervistati. Per il 39per cento è un patè.

Insomma, stando a questa ricerca la confusione in materia di carne è tanta. Ma a impensierire la testa degli italiani intervistati ci sono altre questioni, molto più pratiche. Il 30per cento lamenta confezioni con etichette e cartellini spesso poco chiari, il 21per cento punta il dito contro il costo troppo elevato di certi tagli e il 17per cento, infine, accusa un problema di natura culinareo: quello di non sapere con quali cibi accompagnare determinati tipi di carne.

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