Cliff Richard e la Blood Group Diet

06 ottobre 2010 
<p>Cliff Richard e la Blood Group Diet</p>

A vederlo così, con quel girovita di 76 centimetri che neanche un ragazzino e senza un filo di grasso, si fa fatica a credere che Sir Cliff Richard stia per spegnere 70 candeline (il prossimo 14 ottobre). D'accordo, oggi Photoshop fa miracoli, ma un'occhiata al calendario del cantante per il 2011 fuga ogni dubbio, perché le rughe sul viso e sulle mani non sono state affatto piallate a colpi di mouse e il fisico è davvero come appare. Ovvero, ancora tonico e prestante, malgrado la carta d'identità. E a detta dello stesso Sir Cliff, il merito di tanto splendore non sarebbero solo gli anni di vita sana e lontana dagli eccessi del rock and roll, ma anche della "Blood Group Diet", la dieta che sta seguendo da qualche tempo e che ha estremizzato la sua ossessione per il look.

Inventata dal naturopata americano Peter D'Adamo nel 1997, questa dieta consiglia di mangiare in base al proprio gruppo sanguigno, scegliendo quindi solo determinati cibi che contengono lectine (proteine) compatibili con il proprio gruppo (0, A, B o AB) ed evitando quelli che possono causarci agglutinazione (fenomeno per cui gli anticorpi specifici presenti nel sangue, agglutinine, provocano l'agglomerato di cellule isolate e la loro precipitazione, ndr). L'esperto americano basa la sua teoria sul fatto che i gruppi sanguigni siano nati in seguito all'evoluzione umana dovuta ai cambiamenti alimentari e comportamentali. Di conseguenza, il gruppo 0 è cacciatore, quello A agricoltore e il B nomade (mentre l'AB, più recente, è un mix). Fatta questa distinzione, è possibile stilare l'elenco dei cibi permessi e di quelli proibiti. E questo regime alimentare apparentemente bizzarro è diventato regola per Richard che, avendo un gruppo sanguigno di tipo A, ha eliminato carne rossa e latticini, crostacei e grano, patate e pomodori, rinunciando anche all'adorato succo d'arancia e alla frutta tropicale.

«Non mangiare carne rossa mi manca un po' - ha detto Sir Cliff al magazine Saga - ma posso mangiarne altra di altro tipo e mi sta piacendo un sacco anche il latte di soia, soprattutto se aromatizzato. Non c'è nessuno più ossessionato di me per quanto riguarda il mio aspetto fisico, ma è davvero una soddisfazione andare sul palco con un vestito di Versace o di Thierry Mugler e sapere che mi sta bene».

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