Calorie, facile contarle male

10 novembre 2010 
<p>Calorie, facile contarle male</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Conoscere le calorie degli alimenti è un conto, percepirle in maniera esatta a tavola (e regolarsi di conseguenza) è un altro. Già, perché c'è differenza tra valutare una fetta di torta dopo aver mangiato una semplice insalata, o dopo aver gustato un sostanzioso polpettone. Nel primo caso quel dessert ci sembrerà molto calorico (persino troppo). Nel secondo, invece, ci apparirà quasi innocuo. Da dove deriverebbero giudizi così oscillanti? Da alcuni fattori che possono influenzarci e confonderci a livello mentale.

Secondo ricercatori della Northwestern University, la nostra percezione delle calorie degli alimenti è influenzata dall'ordine di arrivo dei piatti. Stando alla scoperta degli studiosi statunitensi - riportata sul Journal of Consumer Research - succede questo: tendiamo ad ascrivere più o meno calorie a una singola pietanza a seconda di quella che abbiamo mangiato prima. Ecco che allora gli alimenti che arrivano a tavola dopo portate light, sembrano più calorici del dovuto. Mentre quelli che seguono piatti sostanziosi, appaiono (erroneamente) più light. E più è forte lo scarto tra le calorie delle portate, maggiore diventa il margine di errore dei nostri conteggi.

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori, guidati da Alexander Chernev, hanno fatto un esperimento. Hanno reclutato un gruppo di volontari e chiesto loro di stimare le calorie di varie pietanze. Il tutto facendo variare un fattore: di volta in volta, gli studiosi hanno cercato di invertire l'ordine delle portate. Cosa è successo? Che, appunto, gli alimenti arrivati dopo piatti sostanziosi sono sembrati più light e quelli che hanno seguito portate leggere sono sembrati più calorici. Per esempio, un cheeseburger, dopo un'insalata, è sembrato più calorico all'incirca del 40%.

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