Italiani, consapevoli a tavola

30 novembre 2010 
di C.L.
<p>Italiani, consapevoli a tavola</p>

Buona parte degli italiani (il 58,4 per cento per l'esattezza) nella propria scala di valori colloca il cibo e l'impegno verso una sana alimentazione subito dopo il rispetto per l'ambiente in cui vive (63,6 per cento).  Fatti salvi, naturalmente, amore, famiglia e amici, sempre importanti per tutti. Lo rivela una ricerca condotta da Future Concept Lab e Galbusera sui valori e i comportamenti alimentari (500 interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra i 30 e i 64 anni) .

Emerge da questo studio il ritratto di un'Italia evoluta che sa scegliere cosa, come e quando mangiare, che desidera essere informata sui valori nutrizionali (72,6 per cento), che non esita a consultare un esperto per la propria alimentazione (39,8 per cento). Aspetti che hanno un peso maggiore rispetto anche solo a qualche anno fa e che riguardano non più solo élite o trend setter.

A tre cose in particolare prestiamo attenzione quando siamo chiamati a scegliere cosa mangiare: prima di tutto ci teniamo che gli ingredienti siano naturali e di stagione (53 per cento); poi che l'alimentazione sia salubre e dunque non faccia male (47,2 per cento). Evitando, ad esempio, ingredienti ritenuti potenzialmente dannosi, come zuccheri, grassi e Ogm. Meno, ma ci interessa comunque, che i cibi siano gustosi (28,2 per cento).

Curioso notare come siano soprattutto le donne a dare importanza ai processi, sia produttivi che di fruizione del cibo, mentre gli uomini sono orientati maggiormente al gusto. Il prezzo, invece, è una discriminante importante per un numero esiguo di persone (13,8 per cento). Ancora meno lo sono la velocità di preparazione (4,8 cento) e la cura della presentazione del cibo (3,4 cento).

Un'alimentazione di questo genere, che guarda alla salute senza penalizzare il gusto e il piacere per le cose buone, assume anche un significato etico e simboleggia ciò che è giusto fare per sé e per i propri familiari. Infatti il 74,8 per cento degli intervistati riconosce come compito cruciale di un genitore l'educazione dei figli a mangiare in modo corretto, mentre l'82,6 per cento pensa che una sana alimentazione sia un dovere, una responsabilità per tutti.

Infine, cambia la ritualità nella cadenza dei pasti: rimangono centrali pranzo e cena e importante la prima colazione. La novità riguarda la crescita degli spuntini di metà mattina (26 per cento del campione) e di metà pomeriggio (22 per cento). Soprattutto il secondo di questi fuori pasto è aumentato rispetto a 4, 5 anni fa: segno, anche questo, che si mangia durante tutto l'arco della giornata evitando le poco salutari abbuffate.

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