Regali di Natale, che stress!

25 dicembre 2010 
di C.L.
<p>Regali di Natale, che stress!</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Shopping di Natale come momento di gioia e magari di evasione? Macché. I compagni che più spesso ci seguono quando ci muoviamo da un negozio all'altro alla ricerca di un regalo perfetto sono ansia e stress. Siamo disorganizzati, sempre in ritardo e indecisi. E sogniamo un personal shopper a cui delegare gli acquisti.

E' un ritratto che stona con l'atmosfera natalizia quello che emerge dallo studio Il Dolce Gusto dei Regali, promosso da Nescafé Dolce Gusto e condotto su 150 "esperti di regali" (direttori e responsabili di negozi, commessi, consulenti e personal shopper).

Il punto è che nonostante lo shopping di fine anno non sia occasione che si presenta all'improvviso, tutt'altro, tendiamo a farci prendere dallo stress (67%). Siamo spesso di corsa (51%), a volte diventiamo anche nervosi e suscettibili (29%) e sembriamo vivere le compere come un male necessario che non si può evitare (24%). Resiste solo un'isola felice, ancora capace di vivere la corsa agli acquisti un momento di gioia e di condivisione (18%) se non, addirittura, l'occasione ideale per evadere dalla quotidianità (15 %) per cui vale anche la pena di spendere più del solito.

Quello che stupisce è che, nonostante la ricorrenza sia inevitabile, ci arriviamo per lo più (59%) impreparati. Non sappiamo cosa comperare (38%), dove (33%) e per chi (19%). Solo il 16% degli intervistati ritiene gli italiani siano abbastanza o molto (12%) organizzati. Le donne soprattutto paiono più sicure e convinte di ciò che devono acquistare (75% contro il 32% degli uomini). Di certo siamo molto più confusionari (lo dice l'81 % degli intervistati) sulle scelte d'acquisto in confronto agli stranieri che a Natale vengono da noi.

Quando poi si tratta di shopping natalizio le differenze tra lui e lei non potrebbero essere più marcate. A partire dal numero di negozi visitati: le donne (secondo il 67% degli esperti) ne girano almeno 4 o 5 prima di decidersi all'acquisto; gli uomini tendono a comperare nel primo negozio in cui capitano (secondo il 55% degli intervistati). E se gli uomini sembrano arrivare con le idee chiare per poi perdersi e (come afferma il 46%) uscire dai negozi con un regalo diverso da quello pensato, le donne paiono più convinte, vedono altro ma poi tornano all'idea originaria (43%). Ancora, se poi gli uomini resistono al massimo trenta minuti dentro un negozio (secondo il 51% degli esperti), le donne sono capaci di starci anche un'ora.

Ad accomunare uomini e donne, è l'indecisione (secondo l'esperienza del 39% degli intervistati) che ha come vittime predestinate i commessi, sottoposti a un fuoco incrociato di domande su tutte le caratteristiche di qualsiasi prodotto. Chi deve comperare è capace anche di sfoderare una buona dose di ipercriticità (35%) sottolineando con puntiglio i difetti reali o presunti di un oggetto. Salvo comperarlo.

La situazione a volte può essere talmente tesa da portare a veri e propri litigi (visti almeno una volta dall'88% degli intervistati) o malumori. Le cause? Non tanto la cifra spesa (22%), quanto il tempo impiegato per gli acquisti (41%), la scelta del prodotto (29%) e la lista delle persone a cui fare un regalo (8%).

I destinatari dei regalo, appunto. Tra quelli che creano i maggiori problemi, le suocere sono in pole position: per i troppi consigli e suggerimenti ricevuti ma anche per il prezzo e la scelta (35%). Anche il partner crea qualche grattacapo (33%): qui il problema è soprattutto evitare di regalare la stessa identica cosa ogni anno, cravatta per lui, borsetta per lei. Per assicurarsene c'è chi si sceglie direttamente il regalo.

Ma come mettere un argine a tutto questo? Un personal shopper di certo aiuterebbe: il 56% degli esperti racconta che sempre più italiani chiedono consigli personalizzati nella scelta dei regali. Quando non è possibile, la soluzione (per il 67% degli esperti) è quella di evitare di affrontare gli acquisti di Natale in coppia. Meglio dividersi i compiti a casa e poi provvedere. Per conto proprio o con un amico. Comunque sia, vanno evitati i tour di gruppo: si rischia di non concludere nulla o di comprare le cose sbagliate. Le parole d'ordine sono pianificare (57%), dividersi i compiti (41%) e scegliere il momento opportuno per gli acquisti (31%).

D'altra parte regali facili, simbolo di questo Natale 2010, non ce ne sono. Le categorie più diffuse sarebbero i prodotti tecnologici (secondo il 47%), enogastronomici (35%) e i capi d'abbigliamento (38%). Comunque sia, in tempo di crisi, si cerca di far coincidere ogni regalo con un oggetto utile, funzionale e di uso quotidiano (44%).

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