"Chi fuma sta in panchina"

11 febbraio 2010 
di C.L.
<p>"Chi fuma sta in panchina"</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

"Chi non fuma è a colori. Il fumo separa. Chi fuma sta in panchina. Chi smette di fumare è libero". Messaggi chiari e diretti rivolti ai più giovani, perché resistano alla tentazione di accendersi una sigaretta.

La campagna messa a punto dall'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, con il sostegno dell'azienda farmaceutica AstraZeneca, nasce dalla lettura di un'indagine Ossfad Doxa Iss. Due i dati forse più inquietanti: il numero dei fumatori in Italia (13 milioni in tutto) è aumentato di 2 milioni nel 2009 rispetto all'anno precedente e il 57 per cento di italiani con età compresa tra i 15 e i 24 anni fuma.  E questo nonostante ormai siano noti i danni causati dalla sigaretta.

«Da anni - spiega il dottor Armando Santoro, responsabile del dipartimento di Oncologia dell'Istituto clinico Humanitas - numerosi dati scientifici hanno dimostrato la correlazione tra fumo, attivo e passivo, e danni cardiologici, pneumologici, nonché maggiore rischio di sviluppo di neoplasie. Nei paesi industrializzati il fumo rappresenta la prima causa di morte per cancro e in Italia si stima che quasi 80.000 decessi all'anno siano riconducibili a questa abitudine».

Ecco che allora la prevenzione diventa l'arma più efficace per contrastare i danni che può provocare il tabagismo. I poster con gli slogan saranno affissi a partire da questo mese a Milano e provincia nei centri che fanno parte del circuito sportivo che fa capo al CSI (Centro Sportivo Italiano) e nel comune di Rozzano.

Info: www.humanitas.it

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