Flavia Pennetta: «Di me, preferisco le mani»

02 marzo 2010 
di C.L.
<p>Flavia Pennetta: «Di me, preferisco le mani»</p>
PHOTO COURTESY ADIDAS

Se non fosse stata una tennista cosa sarebbe diventata?
«Non mi viene in mente niente. La vita mi avrebbe portato a fare altre scelte che invece non ho dovuto fare. Avrei forse studiato. Comunque sia, uno sport lo avrei fatto, mi piace fare un po' di tutto, ma non so se sarei riuscita a raggiungere i risultati che ho ottenuto nel tennis».

Lei indosserà per i prossimi tre anni la linea per il tennis Adilibria dell'Adidas. Quanto tiene all'eleganza nell'abbigliamento in campo?

«Il fatto di vestire Adidas mi piace molto, sono contenta che mi abbiano scelto. Posso indossare cose carine, femminili e soprattutto comode. Ed è proprio la comodità la cosa più importante per me, non posso stare attenta se l'abito mi stringe o mi dà fastidio da qualche  parte mentre gioco».

Tessuti tecnologici e femminilità possono dunque coesistere?
«Uso i capi adidas già da un mese e posso dire di trovarli comodi e al tempo stesso sfiziosi. Certo avere qualcosa come dico io di più "fru fru" per giocare sarebbe complicato».

Riesce a trovare tempo per altre attività sportive?
«Ho poco tempo per altri sport, quando finisco la giornata di allenamento sono stanca, mi riposo e comunque preferisco fare altro».

E' attirata o pratica discipline body&mind, come yoga o pilates?
«Ho iniziato a fare pilates quest'anno e mi piace, bisogna avere il controllo del proprio corpo. Mi rilassa e questo mi aiuta un po' perché sono portata ad accumulare tensione e un po' perché sono sensibile ai movimenti muscolari.  Me l'hanno consigliato per fare stretching e ora mi sta piacendo molto. Lo pratico due volte a settimana».

Cosa le ha insegnato il tennis nella vita di tutti i giorni?
«Ad avere molta pazienza in generale: devi ripetere la stessa cosa all'infinito, in modo sempre più preciso e millimetrico. E questo ti può annoiare. Mi ha aiutato anche a crescere prima del tempo, non da un punto di vista dell'indipendenza economica ma per la capacità di organizzarmi e di badare a me stessa. A 15 anni già prenotavo alberghi e voli da sola».

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