Nuotare ai piedi dell'Everest

10 maggio 2010 
di C.L.
<p>Nuotare ai piedi dell'Everest</p>

Ha percorso tutto il Tamigi per richiamare l'attenzione sugli effetti della siccità nel Regno Unito; ha attraversato l'arcipelago delle Maldive per sensibilizzare sul tema dell'innalzamento del livello dell'Oceano Indiano. Al Polo Nord è passato attraverso un tratto di mare di mille metri dove il ghiaccio polare si era sciolto, per denunciare gli effetti del riscaldamento globale. Tutto a nuoto. La vita di Lewis Gordon Pugh è costellata di imprese ecologiste estreme. Oggi questo atleta è pronto per affrontarne un'altra: il 22 maggio si tufferà nelle acque gelide del lago Khumbu, ai piedi dell'omonimo ghiaccio himalaiano (quota 5300 metri).

Nuoterà per un chilometro e per affrontare tutto questo sarà vestito solo con un costume, una cuffia e un paio di occhialini, tutti firmati Speedo, azienda che sostiene le iniziative ambientaliste del nuotatore.

Anche lo scopo di questa nuova impresa, finora mai tentata da nessuno, è ecologista: Pugh vuole denunciare gli effetti del riscaldamento globale del pianeta.

«Questi territori non sono solo ghiaccio, sono una vera fonte di vita perché forniscono acqua ad un quinto della popolazione mondiale - ha spiegato il nuotatore - e la regione himalaiana dell'Hindu Kush ha registrato negli ultimi anni un innalzamento di un grado centigrado, generando un rapido scioglimento dei ghiacciai».

 

Per seguire gli sviluppi dell'iniziativa eco: www.facebook.com/speedo

Per informazioni: www.speedo.it

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