Tacchi e polpacci

18 agosto 2010 
<p>Tacchi e polpacci</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Resistere al fascino dei tacchi alti è davvero difficile: slanciano, ingentiliscono il passo e conferiscono quel giusto tocco di femminilità a qualsiasi look. L'eccesso, però, ovvero non fare mai un passo senza stiletto, può provocare a lungo termine alcuni effetti collaterali a livello del polpaccio. A dare l'allarme è un'indagine condotta dal dottor Marco Narici della Manchester Metropolitan University, in collaborazione con Robert Csapo, esperto austriaco di ultrasuoni e risonanze magnetiche.

In particolare, spiegano gli esperti - il cui studio è stato pubblicato sul  "Journal of Experimental Biology" - camminare sui tacchi alti porterebbe a stare "in punta di piedi", una posizione assolutamente innaturale per il corpo. E tutto questo, nel  tempo, provocherebbe un accorciamento delle fibre muscolari del polpaccio e un ispessimento del tendine di Achille.

Per arrivare a tali conclusioni gli studiosi hanno reclutato - tramite un annuncio sul "Manchester Evening News" - circa 80 donne tra i 20 e i 50 anni, tutte amanti delle scarpe con il tacco alto almeno 5 centimetri e portatrici abituali di queste ultime da, minimo, un paio di anni. A quel punto, le hanno sottoposte a due test: a una risonanza e a un'ecografia con ultrasuoni. Dal primo esame non si è evidenziato nulla di evidente, ma dal secondo sì: la lunghezza delle fibre muscolari del polpaccio è apparsa ridotta del 13%. In più, è stato riscontrato che a questa condizione alterata se ne accompagna un'altra, conseguente: la presenza di un tendine di Achille più grosso e rigido. Una variazione fisica, quest'ultima, che va a compensare la minore capacità contrattile delle fibre muscolari abituate ai tacchi e che quindi, a livello pratico, aiuta a camminare con facilità anche quando si portano gli stiletto.

E qui subentra il problema, perché più un tendine di Achille si ispessisce e perde elasticità per favorire i passi con i tacchi alti e più, poi, fatica ad allungarsi come dovrebbe per favorire invece la camminata con le scarpe basse. Tant'è che la prova più evidente per capire lo stadio dei propri polpacci, affermano gli studiosi, è quella data dal passaggio dalle scarpe abituali a quelle estive come le infradito: se risulta fastidioso - o se, addirittura, provoca sensazioni di dolore - è segno che qualcosa, a livello del tendine, è cambiato.

Ma adesso niente conclusioni drastiche: per evitare tutti questi effetti collaterali, non c'è bisogno di dire addio alle scarpe con il tacco. Secondo gli esperti sono sufficienti alcune accortezze, come alternare sempre calzature di diversa altezza (per non abituare mai il piede a un'unica andatura) e fare un po' di streching per allungare i muscoli del polpaccio quando si tolgono gli stiletto. Meno male.

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