Chicchi di giovinezza

17 settembre 2010 
<p>Chicchi di giovinezza</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Altro che mirtilli e frutti di bosco. Se si parla di antiossidanti, ne contiene molti di più il riso nero. Lo hanno affermato ricercatori della Louisiana State University al meeting dell'American Chemical Society, tenutosi a Boston.

Così Zhimin Xu, coordinatore dello studio: «Un cucchiaio di riso nero presenta più antociani e altri antiossidanti di uno di mirtilli, ma anche più fibre e vitamina E. In più, ha il vantaggio di contenere meno zuccheri». Ma non solo. Tra le virtù del cosiddetto riso di Venere ce ne sarebbe anche un'altra, utile in termini ambientali: i pigmenti estratti dal suo guscio possono produrre molti colori e questo potrebbe essere tenuto presente per ovviare ai coloranti industriali.

Ma, tornando a un discorso alimentare, come si può mangiare il riso nero? Quali sono gli abbinamenti alimentari più indicati? Lo abbiamo chiesto allo chef Ilario Vinciguerra. «A livello di sapore, il riso nero ricorda un po' il gusto del pane, perciò risulta sostanzioso. Quindi, anziché come classico primo piatto, direi di utilizzarlo come contorno, in modo da mangiarne una quantità minore. Potrebbe andare bene sia così, senza condimento (a parte il sale), sia inumidito in una salsa di funghi o asparagi, o in una crema di capperi o pepe verde. Per chi, invece, volesse gustarlo ugualmente come piatto unico, direi di abbinarlo a carne o pesce e non a verdure. Infine un consiglio sulla modalità di cottura: è preferibile quella al forno, perché ne esalta il sapore (ma questo vale anche per il riso classico, quello "bianco")».

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