Obesità e cervello

11 marzo 2011 
<p>Obesità e cervello</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

I chili di troppo compromettono le funzioni del cervello e innescano un meccanismo sbagliato, che spinge a mangiare sempre di più. A dirlo, una ricerca della University School of Medicine di New York, pubblicata sulla rivista Brain Research, che ha evidenziato come l'obesità incida negativamente sulle dimensioni cerebrali, alterando il funzionamento di quelle zone che regolano l'alimentazione e spingendo, quindi, le persone a cercare cibo in continuazione.

Per giungere a queste conclusioni, il team di scienziati ha scansionato il cervello (mediante risonanza magnetica funzionale) di 63 persone: 44 obese e 19 magre, di pari età e livello di istruzione. Ne è emerso che le prime hanno più acqua nell'amigdala e presentano una corteggia orbito-frontale più piccola , mentre i neuroni sono in misura minore.

E queste alterazioni possono determinare sia una minore funzionalità cognitiva che causare disturbi alimentari. Un risultato, a detta degli studiosi, che avvalorerebbe la cosiddetta "teoria dell'obesità", di cui si è parlato lo scorso anno sul Journal of Neuroscience, che paragona il comportamento delle persone sovrappeso a quello dei tossicodipendenti che, per trarre piacere dalla sostanza che assumono, hanno bisogno di dosi sempre maggiori della stessa.

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RISULTATI
sonopuma 69 mesi fa

Per una persona obesa o in sovrappeso, è uno sforzo immane mettersi in dieta e poi, comunque, il fallimento è dietro l'angolo; ho letto che per un tossicodipendente il pensiero fisso (addirittura centinaia di volte ogni giorno) è l'assunzione della sostanza da cui dipende. Per la persona che ha il cibo come rifugio o motivo di sazietà o soddisfazione è la stessa cosa, è una sostanza che si trova facilmente, conosciuta e che si sa quanto e come può riempire.....

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