Musica giusta, piacere concreto

16 marzo 2011 
<p>Musica giusta, piacere concreto</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Ascoltare una canzone che si ama dà piacere, si sa, ma non solo a livello mentale: l'effetto è proprio fisiologico ed è analogo a quello regalato da sesso e buon cibo. O, in casi estremi, da stupefacenti. Ad affermare tutto questo è un'equipe di ricercatori della McGill University di Montreal (Canada).

Gli studiosi hanno reclutato alcuni volontari e monitorato la risposta chimica del loro cervello all'ascolto di musica strumentale, attraverso una tomografia a emissione di positroni (PET) e una risonanza magnetica funzionale (fMRI). E queste sono state le conclusioni tratte e pubblicate sulla rivista "Nature Neuroscience": la musica che piace induce il cervello a rilasciare "dopamina", ovvero il neurotrasmettitore del piacere. Inoltre, similmente ad altre attività (o sostanze) in grado di dare appagamento, l'ascolto di pezzi che si amano modifica il battito cardiaco, il ritmo del respiro e persino la temperatura corporea.

Peraltro, gli studiosi hanno riscontrato che per godere di questo stato di benessere psico-fisico è sufficiente sapere che si ascolterà il proprio brano preferito: sì, perché è la stessa attesa a permettere e avviare il rilascio di dopamina.

E quando si parla di musica che dà piacere si intende, precisano gli studiosi canadesi, anche quella strumentale: perciò non occorre ascoltare brani cantati. L'importante è che si tratti di note amate, perché il maggiore o minore rilascio di dopamina ruota attorno al (personalissimo) tasso di gradimento di un determinato brano.

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