Italiani incoerenti a tavola

06 aprile 2011 
di C.L.
<p>Italiani incoerenti a tavola</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Vi fissate con i cibi Dop e il giorno dopo al supermercato riempite il carrello della spesa di scatolame e precotti? Sposate l'alimentazione bio e poi vi ritrovate a pranzo con tutta la famiglia al fast-food?  Consolatevi, l'incoerenza in fatto di scelte alimentari vi fa stare in buona compagnia.

Il punto è che gli italiani vorrebbero mangiare in modo sano, ma non sempre ci riescono: i deboli in questo senso (37%) vincono sui virtuosi e su chi riesce ad essere coerente a tavola (quasi 33%). A dirlo è il primo rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani.

Nel dettaglio si scopre che consuma pasti nei fast-food il 27% di chi acquista abitualmente prodotti del commercio equo e solidale, il 26,7% di chi sceglie frutta e verdura da agricoltura biologica, il 22,6% di chi compra prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp), ed il 21,6% di chi abbatte la filiera e la spesa la fa dal produttore.

Non solo. Da questo rapporto risulta che tra chi compra con regolarità cibi Dop e Igp, e che dunque manifesta attenzione alla qualità di quello che mangia, quasi un terzo poi acquista con la stessa regolarità cibi precotti e (addirittura più di due terzi) scatolame. Buona parte (tre quarti) di chi compra regolarmente bio, acquista anche surgelati e circa due terzi scatolame.

Tutto questo per scelta consapevole, non per necessità, spiega la Coldiretti: il 34% degli italiani sostiene che la propria alimentazione dipende da scelte soggettive, poi da tradizione familiare (30,4%) infine da quello che si può permettere, in termini di reddito e prezzi (poco meno del 19%).

Ma da cosa dipende questa confusione nelle scelte alimentari?

«Il politeismo alimentare è il prezzo che paghiamo agli effetti della globalizzazione - ha dichiarato il presidente della Coldiretti Sergio Marini -. Emergono tre linee di tendenza chiare: la ricerca della combinazione ottimale tra qualità , sicurezza e prezzo, la percezione della responsabilità sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto e il rapporto tra il cibo ed il territorio con il riconoscimento del valore che ha l'identità territoriale delle produzioni».

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