Sigarette elettroniche: aiutano?

14 giugno 2011 
<p>Sigarette elettroniche: aiutano?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Non è solo una questione di nicotina: chi vorrebbe smettere di fumare e non ci riesce è frenato anche da un altro fattore, quello legato alla gestualità che accompagna l'uso delle sigarette. E allora perché non spezzare la dipendenza continuando a ripetere quegli stessi movimenti? È questa l'idea alla base delle cosiddette sigarette elettroniche e da adesso la loro efficacia è oggetto di un vero e proprio studio scientifico, promosso a Milano dall'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), dal Centro Cardiologico Monzino e dall'Istituto San Raffaele

Non è solo una questione di nicotina: chi vorrebbe smettere di fumare e non ci riesce è frenato anche da un altro fattore, quello legato alla gestualità che accompagna l'uso delle sigarette. E allora perché non spezzare la dipendenza continuando a ripetere quegli stessi movimenti? È questa l'idea alla base delle cosiddette sigarette elettroniche e da adesso la loro efficacia è oggetto di un vero e proprio studio scientifico, promosso dall'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), dall' Istituto San Raffaele e dal Centro Cardiologico Monzino.
Al centro dell'analisi - nella quale saranno coinvolte 126 persone - la sigaretta elettronica T-Fumo, che verrà utilizzata in pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente e in fumatori di almeno 10 sigarette al giorno, da 10 anni o più anni. Stando alle prime osservazioni dello IEO, la sigaretta elettronica può essere uno strumento di straordinaria efficacia, almeno per innescare la fase iniziale della disassuefazione, ossia quella della dipendenza psicologico-gestuale.
Secondo Elena Calvi, medico-psicoanalista del Centro Antifumo IEO, la sigaretta elettronica è interessante ed è opportuno testarla in modo ampio e rigoroso perché il suo utilizzo potrebbe far fronte alla dipendenza dalla gestualità intrinseca alla sigaretta e dunque ad aspetti non-nicotinici ma altrettanto difficili da superare per molti fumatori incalliti.

Al centro dell'analisi - nella quale saranno coinvolte 126 persone - la sigaretta elettronica T-Fumo, che verrà utilizzata in pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente e in fumatori di almeno 10 sigarette al giorno, da 10 anni o più anni. Stando alle prime osservazioni dello IEO, la sigaretta elettronica può essere uno strumento di straordinaria efficacia, almeno per innescare la fase iniziale della disassuefazione, ossia quella della dipendenza psicologico-gestuale.

Secondo Elena Calvi, medico-psicoanalista del Centro Antifumo IEO, la sigaretta elettronica è interessante ed è opportuno testarla in modo ampio e rigoroso perché il suo utilizzo potrebbe far fronte alla dipendenza dalla gestualità intrinseca alla sigaretta e dunque ad aspetti non-nicotinici ma altrettanto difficili da superare per molti fumatori incalliti.

 

 

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RISULTATI
erika 66 mesi fa

funziona! sono riuscita a far smettere di fumare il mio ragazzo regalandogli una di queste..!! certo, per far sì che il loro utilizzo sia valido bisogna essere motivati a smettere: la forza di volontà è fondamentale.

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