Dormi a pancia in su!

02 settembre 2011 
<p>Dormi a pancia in su!</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Dormire giova al corpo e alla mente, ma in termini di benessere conta anche la posizione che assumiamo quando siamo a letto: lo ricordano esperti statunitensi della Covenant Health System. I ricercatori hanno preso in analisi i principali modi nei quali tendiamo a cadere fra le braccia di Morfeo e sono giunti alla conclusione che la migliore posizione per riposarsi è quella supina.

Secondo gli studiosi, dormire a pancia in su aiuta a prevenire il dolore alla schiena e al collo, riduce il reflusso di acido gastrico e consente persino di contrastare le rughe. Il fatto è che riposarsi in maniera supina riduce al minimo le contratture e risulta pure una posizione facile da assumere per l'intera colonna vertebrale. L'unico neo legato al dormire a pancia in su? La posizione supina favorisce, in chi è già predisposto, la tendenza russare e l'insorgere di apnee notturne.

Un'altra buona posizione per dormire è quella di chi si riposa su un fianco. Tanto per cominciare, anche riposarsi di lato, così come farlo a pancia in su, previene i dolori al collo e alla schiena e riduce il reflusso di acido gastrico. In più, questa posizione giova alle donne in gravidanza (perché favorisce il fluire del sangue al feto) e non aumenta la probabilità di russare. D'altra parte, però, dormire di lato tende a comprimere i muscoli delle spalle e il collo e in generale risulta una posizione sconsigliata per le donne con il seno ipotonico, per le persone che vogliono tenere a bada le rughe e per chi soffre di mal di schiena. In quest'ultimo caso, però, la piccola accortezza che può aiutare è quella di riposarsi tenendo un cuscino sotto le ginocchia, perché così facendo viene ridotta la tensione che grava sulla zona lombare.

Ma qual è, invece, la peggiore posizione per dormire? Quella a pancia in giù, perché comprime lo stomaco, facilita il reflusso di acidi gastrici e favorisce la tendenza a russare. Inoltre nuoce sia al collo sia alla schiena, perché in posizione prona la colonna vertebrale non ha la possibilità di distendersi così come dovrebbe e la pressione su muscoli e articolazioni è così forte da poter causare infiammazioni di nervi e formicolio agli arti.

 

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