Stress da lavoro

11 ottobre 2011 
<p>Stress da lavoro</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Lo stress mette ko sempre più dipendenti, tanto da essere la prima causa di assenza sul lavoro: a rivelare questo dato è una ricerca condotta in Gran Bretagna su quasi 600 lavoratori dal Chartered Institute of Personnel and Development e dalla società Simplyhealth. Stando ai risultati dell'analisi, nel corso dell'anno scorso due impiegati su cinque hanno chiesto più giorni di permesso dal lavoro per colpa dell'eccessivo carico di stress e il fenomeno pare riguardare soprattutto il settore pubblico. Questo il commento di Jill Miller, responsabile dell'istituto di ricerca britannico. «È la prima volta che lo stress diventa la principale causa di assenza per malattia. Tutto questo mette in evidenza l'aumento della pressione che molte persone sperimentano sul posto di lavoro quale risultato della prolungata crisi economica».

Ma come capire se lo stress provato a causa del lavoro sta raggiungendo la soglia d'allarme? Lo abbiamo chiesto alla psicologa Elena Penzavalli. «Direi che bisognerebbe fare attenzione quando si comincia a portare fuori dall'ufficio il carico di disagio, frustrazione o rabbia provati durante la giornata di lavoro. Con conseguenti ripercussioni negative sulla qualità generale della propria vita. Esempi di problemi che possono sopraggiungere? Irritabilità, sonno disturbato, mancanza di iniziativa, perdita di interessi e della voglia di stare in compagnia, calo del desiderio sessuale e di attenzione verso quanto e come mangiamo. Non dimentichiamoci, poi, la possibilità di incappare in problemi psico-somatici».

Un altro segnale indice di eccessivo stress da lavoro?
«Provare disagio alla sola idea di essere vicino all'ufficio o sul punto di entrarvi. E non parlo di semplice voglia di rimanere a casa a concedersi una giornata all'insegna del dolce far niente: mi riferisco proprio a un malessere forte avvertito a livello profondo, di "pancia"».

Come arginare il problema?
«Cercando innanzitutto di localizzarlo e, quindi, individuando con obiettività la vera radice dello stress: è l'eccessiva mole di lavoro? È il rapporto con i colleghi, i capi o i subalterni? Circoscrivere la situazione che crea disagio (anziché imputare tutto al lavoro in generale), può essere un primo passo per capire come muoversi, cosa modificare, cosa gestire diversamente. Se poi si capisce che qualche aspetto del problema può essere migliorato parlandone con qualcuno, il consiglio è quello di tenersi su toni assertivi e mai aggressivi».

A volte però è proprio difficile ottenere dei cambiamenti…
«Già, e allora diventa fondamentale sforzarsi di staccare la spina una volta usciti fuori dall'ufficio. Perciò suggerisco di ricaricarsi cercando sfogo e soddisfazione in ambiti diversi da quello professionale. Ma quando tutto questo diventa davvero difficile da mettere in pratica, conviene consultare un esperto: perché magari un margine per gestire diversamente la situazione e stare meglio c'è, ma per individuarlo occorre un occhio esterno, più critico e obiettivo».

 

 

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